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09.07.2020 Tags: Valeggio sul Mincio

Padre e figlio feriti in rianimazione

I soccorsi poco dopo l’incidente di martedì, in passato in questo punto si sono verificati altri scontri
I soccorsi poco dopo l’incidente di martedì, in passato in questo punto si sono verificati altri scontri

Versano in gravi condizioni tutte e tre le persone coinvolte nel tremendo scontro fra una moto e un’auto avvenuto nel primo pomeriggio di martedì sulla strada regionale 249 vicino alla strada dei Turchetti. Da lì s’era immessa la Hyundai nera guidata dal 24enne A. P. che aveva al fianco il padre I. P., 59enne, scontratasi con la moto Bmw GS nera condotta da D. C., 56 anni, di Mantova. Il motociclista è in terapia intensiva all’ospedale di Borgo Trento, come i due valeggiani che si trovano agli Spedali civili di Brescia (il figlio) e al Carlo Poma di Mantova, tutti con fratture in varie parti del corpo. Tra i primi ad arrivare sul posto, l’ex sindaco Angelo Tosoni che, uscito anche lui da una strada laterale della gardesana in località Sfrizzera, si stava dirigendo verso Valeggio quando ha visto la macchina che lo precedeva rallentare e ha rallentato a sua volta fino a fermarsi. «La scena che ho visto», dichiara Tosoni, colpito da quanto è avvenuto, «è stata agghiacciante perché l’impatto della moto aveva fatto girare la macchina e si capiva che le condizioni degli occupanti e del motociclista, finito sull’asfalto non lontano dal ciglio della strada, erano pesanti». In quel mentre una ragazza che era nella macchina che per prima era arrivata sul luogo dell’incidente stava provando a spiegare al Suem 118 dove era avvenuto l’incidente, ma era in difficoltà non essendo del posto. «Mi ha chiesto aiuto, porgendomi il cellulare», continua Tosoni, «e ho guidato i soccorritori in modo che potessero arrivare sul posto nel più breve tempo possibile. In quel tempo ho notato che un altro ragazzo stava cercando di soccorrere il motociclista». Sul posto sono arrivati tre ambulanze e due elicotteri con personale medico. Ora sono in tanti coloro che abitano nella zona a chiedere più segnali e controlli su una strada, la 249, che considerano maledetta per i numerosi incidenti verificatisi negli anni. I lunghi rettilinei invitano infatti a correre, incuranti del fatto che la strada è intersecata da numerose laterali. Anche per questo aumenta negli anni il tributo di sangue che da questi comportamenti deriva e ha portato la Gardesana Orientale a diventare la seconda strada italiana più pericolosa d’Italia per le moto, secondo la classifica stilata dal portale True Riders, con picchi d’incidenti tra Malcesine e Riva dove vi sono gallerie poco illuminate. Lo conferma anche l’ex sindaco che si sofferma anche sul pericolo determinato dalla presenza di colture che arrivano quasi fino alla strada principale. «Non è sufficiente lo sfalcio che fa Veneto Strade», dice Tosoni, «limitato all’ultimo metro prima della carreggiata. La 249 è veloce, basta che vi sia del granoturco o del sorgo selvatico e la visibilità si riduce, costringendo chi s’immette dai lati a sporgersi rischiando grosso. Poi se chi percorre la 249 corre i rischi aumentano a dismisura». Al contrario chi descrive il modo di guidare del giovane A.P., che aveva preso la patente da un paio d’anni, parla di un guidatore prudente che mai avrebbe messo in pericolo la vita sua o di chi era in macchina con lui. Lo conferma anche lo zio, E.P., agricoltore, ora in forte apprensione per le condizioni del fratello e del nipote, che in questi giorni avrebbe dovuto iniziare a lavorare in un caseificio della zona. «Mio nipote aveva una guida attenta», assicura, «e mi chiedo come possa essere successo. Io stavo andando a consegnare delle pesche al mercato ortofrutticolo e avevo sentito passare i mezzi di soccorso, ma solo quando sono arrivato a casa sono stato raggiunto da una telefonata che mi ha detto che erano stati coinvolti nell’incidente i miei congiunti. Ora speriamo tutti che arrivino buone notizie dagli ospedali, per loro e per il motociclista mantovano». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Foroni
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