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19.05.2020 Tags: Castel d'Azzano

Nuovo impianto al Magalini Lo donano i gruppi di Rizza

«Obbiettivo raggiunto. Ce l’abbiamo fatta. Grazie di cuore». È il messaggio lanciato alla comunità di Rizza dai promotori a conclusione dell’iniziativa «Io sostengo il Magalini» per una raccolta di fondi che si è svolta dal 15 al 25 aprile, raggiungendo la cifra di 13.500 euro di donazioni da privati e aziende. I soldi permetteranno l’acquisto e l’installazione di un sistema evoluto di telemetria per la terapia intensiva. Il progetto è nato nel contesto della frazione di Rizza, amministrata dai tre comuni Verona, Villafranca e Castel d’Azzano in cui sono presenti operatori sanitari che lavorano all’ospedale Magalini e hanno vissuto e visto in questi mesi di lotta al virus, compaesani entrare in terapia intensiva e uscirne alcuni guariti, altri per il cimitero. Con il passa parola l’amarezza e la sofferenza è diventata contagiosa, insieme alla domanda: Come possiamo aiutare operatori e malati del nostro ospedale? È nata così la proposta di un incontro tra associazioni parrocchiali e non, operatori sanitari e cittadini, che si è tenuto in videoconferenza il 14 aprile scorso, in cui ha preso forma la proposta di un aiuto solidale con lo slogan «Io sostengo il Magalini» con raccolta dal 15 al 25 aprile e, come punto di riferimento, la scuola dell’infanzia San Gaetano. Un’iniziativa alla quale hanno partecipato con slancio tutte le organizzazioni coinvolte e i singoli cittadini. Conclusa la raccolta è seguito, il 4 maggio, un secondo incontro con direttore sanitario e operatori dell’ospedale di Villafranca per chiedere come poter impiegare la somma. E infine, la serata conclusiva venerdì scorso, sempre in videoconferenza, per chiudere il progetto con la presenza, tra il personale dell’ospedale Magalini, della primaria Simonetta Marchiotto e della caposala Sandra Marogna che hanno spiegato: «Il sistema di telemetria acquistato migliorerà la sicurezza del servizio offerto con significative ricadute sull’efficienza e la qualità del lavoro di medici e infermieri. È uno strumento che desideravamo avere perché aiuta soprattutto a controllare i pazienti in isolamento e in terapia intensiva e infusionale». Lo staff medico infatti potrà controllare e vedere sullo schermo in ogni momento cosa sta capitando ai letti dei pazienti, se le infusioni funzionano, o sono in scadenza o bloccate e nello stesso tempo, in caso di allarme, intervenire subito, dallo schermo, senza dover recarsi dal paziente. Il sistema acquistato prevede la tecnologia per soli due posti letto, un corso di formazione per operatori sanitari, interventi di aggiornamento e licenza del programma per due anni. «I vantaggi sono innegabili», sottolinea la primaria, «con diminuzione di rischi da parte dei pazienti e del personale, interventi tempestivi, riduzione dei costi, perché ogni volta che entri in una stanza di isolamento devi premunirti con guanti, mascherine, riduzione delle occasioni di contagio; nello stesso tempo rende il rapporto con il malato più umano perché quando vai da lui è solo per ascoltarlo. Infine», conclude, «questo strumento sarà sempre valido per quelli che saranno in cura intensiva, anche dopo l’epidemia del virus». E all’ultima domanda sui tempi, la dottoressa Simonetta Marchiotto risponde così: «Una volta partito l’ordine dall’ospedale, in 10/15 giorni il sistema sarà operativo, perché sono già state fatte le necessarie verifiche in ospedale dalla ditta interessata». «Un grazie ai donatori», conclude il presidente della scuola dell’infanzia Michele Betetto, «per questo sostegno al nostro ospedale, espressione pure del grazie della nostra comunità a chi si prende cura della nostra salute». •

Giorgio Guzzetti
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