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16.05.2019

Necropoli dell’età del bronzo Iniziata la raccolta dei fondi

Un bicchiere rinvenuto nella necropoli di Nogarole Rocca
Un bicchiere rinvenuto nella necropoli di Nogarole Rocca

Al via la raccolta di fondi da privati ed imprese per il restauro dei reperti rinvenuti nella necropoli di Nogarole Rocca. Deposizioni rituali e corredi ceramici o metallici riportati alla luce nelle 42 sepolture potranno essere recuperati, studiati e messi a disposizione della collettività grazie a contributi ottenuti in cambio di benefici fiscali assicurati per legge. Il cosiddetto Art Bonus, strumento che tanto bene ha funzionato nel reperimento di risorse per l’intervento in corso sull’Arena, ora viene riproposto in provincia per l'unica e più importante necropoli rinvenuta nell’Italia settentrionale, per la quale si possa ipotizzare una continuità di utilizzo tra età Campaniforme (2500-2200 anni a. C.) e del Bronzo (2200-1150 a.C.). Il sovrintendente all'archeologia, belle arti e paesaggio di Verona, Fabrizio Magani, aveva promesso l’attivazione dello strumento da parte del ministero in tempi rapidi e a distanza di un mese e mezzo dalla presentazione degli esiti dello scavo è possibile trovare sul sito dell’Art Bonus la pagina dedicata al recupero del patrimonio scoperto nella frazione di Pradelle, con possibilità di effettuare le donazioni. Privati o imprese che verseranno qualsiasi somma potranno ottenere l’agevolazione fiscale al 65 per cento sull’importo erogato sotto forma di credito d’imposta. La cifra che si cerca di reperire ammonta a poco meno di 100 mila euro; circa 65mila euro serviranno per interventi sui reperti in ceramica, che purtroppo versano in uno stato particolarmente precario, prelevati sia integri o ricomponibili, sia in frammenti. «Al momento siamo alle prese con il lavoro di documentazione post scavo. Poi procederemo per piccoli obiettivi, mettendo sempre al corrente la comunità e chi deciderà di donare anche importi contenuti dei risultati raggiunti. Vogliamo creare attorno al restauro condivisione e consapevolezza. Organizzeremo un ciclo di incontri per illustrare i traguardi raggiunti già in autunno», spiega Paola Salzani, funzionario archeologo, che ha seguito la campagna di scavo nogarolese. L’intervento sui reperti ceramici integri o poco compromessi risulta complesso perché, sono stati prelevati in blocco e ora serve procedere al microscavo del terreno ancora presente. Tra questi ci sono diversi bicchieri e recipienti a forma di campana, manifattura diffusa in Europa e nel Nord Africa. Altri restauri sono necessari sui reperti in metallo e sulle ossa rinvenute. «Adesso è essenziale che qualcuno rompa il ghiaccio e parta con le prime donazioni», fa presente. «La soprintendenza ed il ministero sono stati rapidi e noi abbiamo già cominciato a sensibilizzare le imprese», assicura Paolo Tovo, sindaco di Nogarole per un’altra manciata di giorni. Alcune aziende avevano contribuito a favorire gli scavi subito dopo la scoperta. «Sono certo che anche la prossima amministrazione offrirà tutto l’appoggio possibile al restauro e recupero dei reperti provenienti dalla necropoli», assicura il sindaco. •

Valeria Zanetti
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