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21.12.2019

Nasce il progetto «Città blu» per capire e aiutare gli autistici

La dottoressa Monia Gabaldo con la sua famiglia
La dottoressa Monia Gabaldo con la sua famiglia

Villafranca sarà presto «città blu», ovvero metterà in atto un progetto, innovativo e ambizioso, di sensibilizzazione e formazione sui disturbi dello spettro autistico. Ideato da Monia Gabaldo, medico genetista e pediatra, ma anche mamma di tre bambini autistici, è stato approvato mercoledì in Consiglio comunale. Gli ambiti che verranno toccati sono molti: corsi di formazione per gli insegnanti, per medici e infermieri del pronto soccorso, ma anche per commercianti o per allenatori che durante le attività sportive sapranno come gestire al meglio particolari situazioni. «Quello che cerchiamo non è fare didattica per avere delle diagnosi», dice Gabaldo, «ma spiegare come ci si deve approcciare con una persona autistica». L’esempio più classico è quello di un bambino, o di un ragazzo, che si ferma all’ingresso di un negozio e non riesce ad entrare, rimanendo lì fermo. «In quei casi», prosegue l’ideatrice del progetto, «un commerciante ben informato può capire la situazione e sa come comportarsi: saprà approcciarsi evitando crisi. Questo è il senso del progetto». Proprio per questo motivo, i negozi che aderiranno verranno poi dotati di Bollino blu. L’incidenza di soggetti con disturbi dello spettro autistico in Italia – il ventaglio è molto ampio – è di uno su 89. Ma, spiega la dottoressa, è un numero destinato ad aumentare. Il progetto, presentato in Consiglio comunale da una mozione (votata all’unanimità) del consigliere Stefano Predomo, ha dato ufficialmente il via alla certificazione di Villafranca come città blu. Blu, infatti, è il colore che si associa all’autismo. Molti i campi di intervento, tanto che ogni assessore si è preso l’incarico di collaborare secondo la propria competenza. Già a partire da febbraio, dunque, inizieranno corsi di formazione, con specialisti e professionisti, sia per il personale scolastico che per gli insegnati di tutti i gradi d’istruzione. Verrà poi attivato uno sportello Blu d’ascolto, mentre in biblioteca verranno organizzati incontri, letture a tema e corsi di teatro. Anche il grest estivo verrà coinvolto. In questo caso i corsi di formazione saranno rivolti ai responsabili di parrocchie e centri estivi. «Serve per dare un aiuto alle famiglie. I ragazzi hanno bisogno di essere sempre occupati, ma in maniera corretta», sintetizza Gabaldo. Non rimarranno escluse le attività sportive, soprattutto in piscina. I finanziamenti, necessari per portare avanti il progetto, si avranno da raccolte fondi. Denaro che servirà anche per acquistare un particolare macchinario, l’eye tracking, fondamentale per la diagnosi precoce del disturbo dello spettro autistico. E verrà impiegato all’ospedale di Borgo Trento. Tutto il progetto mira a una sensibilizzazione a tappeto. Per questo non mancheranno interventi e incontri con vigili, polizia e carabinieri. A sostenere, anche economicamente, l’iniziativa si sono attivati il Gruppo Asperger Veneto di Verona e l’Ants Onlus per l’autismo di Lugagnano. «Tutti gli assessori si sono dati da fare per far diventare Villafranca punto di riferimento per l’autismo. Siamo i primi ad affrontarlo da questo punto di vista», ha commentato Predomo, promotore dell’iniziativa. «La città può essere capofila per esportare un’esperienza importante», ha specificato la mozione. «Questi», aggiunge Gabaldo, «sono piccoli passi verso un futuro autonomo per i nostri figli». La dottoressa sarà in piazza, di fianco al Duomo, domani dalle 7.30 alle 13 per vendere (l’offerta è libera) il suo libro di fiabe. Il ricavato finanzierà il progetto. •

Nicolò Vincenzi
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