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14.11.2019

Due ex killer di mafia dialogano con una vedova e un poliziotto

Il boss Sandro Lo Piccolo all’arrivo in questura dopo l’arresto
Il boss Sandro Lo Piccolo all’arrivo in questura dopo l’arresto

Una storia di mafia, raccontata a due voci e da punti di vista opposti, da Andrea, con un passato nelle fila di Cosa Nostra al servizio del boss Salvatore Lo Piccolo e da Francesco Mongiovì, uomo della Polizia di Stato che si adoperò per la cattura del capo clan. E poi un’altra storia, di camorra, testimoniata da Antonio, ex giovanissimo soldato della Gomorra partenopea e da Luciana Di Mauro, moglie di Gaetano Montanino, guardia giurata che a 45 anni ha perso la vita nell’agguato che proprio Antonio gli tese con un complice. Saranno messe a confronto attraverso le parole dei protagonisti domani sera, a Mozzecane, alle 20.45 nella sala conferenze del ristorante delle scuderie di Villa Vecelli Cavriani. L’appuntamento, moderato dal giornalista dell’Arena, Luigi Grimaldi, rientra nella 13esima edizione della rassegna Per continuare a non dimenticare, che l’amministrazione organizza ogni anno, con il patrocinio di Regione e Provincia. Per la prima volta, Luciana e Antonio parteciperanno insieme ad una serata pubblica dopo aver intrapreso un percorso di riconciliazione che non ha precedenti. La loro storia è già stata raccontata da Massimo Gramellini nella trasmissione televisiva Le parole della settimana, ma solo in terza persona. Luciana con la morte del marito ha perso l’amore della vita, incontrato ancora sui banchi di scuola, e il padre di sua figlia. Dopo anni e dopo diverse richieste di incontro da parte di Antonio, che sconta la pena in carcere, per caso Luciana lo incrocia ad una manifestazione dell’associazione Libera. Da allora i loro destini non si separeranno più. Il giovane, ex rapinatore ed ancora detenuto, lavora in una cooperativa, ma sa che a fianco di sua moglie e dei suoi figli, c’è Luciana che ha pensato di dedicare la sua vita ad aiutarle e garantire un futuro dignitoso ed onesto anche a lui, che all’epoca dell’agguato aveva 16 anni. Ora Luciana fa loro da nonna. Se occorre, aiuta la famiglia anche in denaro. «Conosco questa donna personalmente e ritengo che ascoltare da lei e da Antonio la storia in presa diretta sia una fortuna, oltretutto perché certifica una doppia vittoria dello Stato. La prima, per aver assicurato alla giustizia i responsabili della morte di Gaetano Montanino», spiega Tomas Piccinini, vicesindaco ed assessore alla Cultura di Mozzecane, ideatore della rassegna che finora ha avuto decine e decine di ospiti. «La seconda, per aver consentito anche attraverso la lungimiranza e disponibilità del direttore del carcere di Nisida, dove Antonio è recluso, e della magistratura di avviare un percorso di recupero unico in Italia», conclude. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valeria Zanetti
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