Valeggio

Monti Mamaor e Vento, il Wwf boccia il progetto del Comune: «Serve un censimento della flora e della fauna»

Le Casematte del monte Mamaor sono meta di viste organizzate dalle associazione ecologiste
Le Casematte del monte Mamaor sono meta di viste organizzate dalle associazione ecologiste
Le Casematte del monte Mamaor sono meta di viste organizzate dalle associazione ecologiste
Le Casematte del monte Mamaor sono meta di viste organizzate dalle associazione ecologiste

È un polmone verde vitale per tutto il Villafranchese e per tutto il territorio della provincia quello degli ex siti militari di Monte Mamaor e Monte Vento, 107 ettari di verde e biodiversità incastonati nelle colline moreniche tra i Comuni di Valeggio, Sona, Sommacampagna e Villafranca. Serve approfondire la natura del territorio, attaccano gli ambientalisti del Wwf, con l’obiettivo di programmare il loro utilizzo nel migliore dei modi se si vuole creare un grande parco d’interesse locale. Ne è da sempre convinto il Wwf di Verona, il cui presidente, Michele Dall’Ó, esprime forti perplessità sul megaprogetto, presentato dal Comune a giugno 2021 e chiede un coinvolgimento degli esperti dell’associazione per approfondire un censimento della flora e della fauna presenti sui due monti.

Per Dall’Ó gli ex forti andrebbero «salvaguardati, studiati e gestiti in futuro con modalità ambientali sostenibili», finalizzando la fruizione «alla conoscenza naturalistica, allo studio, alla sperimentazione di innovazioni in agricoltura ed anche a momenti di svago», pur rispettando la naturalità dell’area. Preoccupa invece l’associazione l’accento messo sui crediti edilizi, legati alle decine di casematte presenti nei siti e le immagini dei rendering presenti nei «Quaderni di urbanistica Comune di Valeggio». Questi documenti secondo il Wwf «sembrano più promettere parchi giochi e tematici, e costruzioni architettoniche che aree naturali». 

Anche l’analisi della vegetazione presente negli ex forti andrebbe integrata visto che su tre aree campione di Monte Vento e cinque di Monte Mamaor, ben tre sono esterne ai loro perimetri. Il Wwf cita un volume realizzato nel 2014 dall’associazione Verona birdwatching, in collaborazione con il Comune di Valeggio sul Mincio, dal titolo «Uccelli e natura a Valeggio sul Mincio», in cui oltre a trattare la presenza di volatili nel territorio si sottolinea la presenza di numerose specie di orchidee, dall’Ophrys sphegodes alle meno comuni Ophrys benacensis e Spiranthes spiralis.

Un altro vuoto da colmare è relativo allo studio della fauna che non è stato ancora messo in cantiere nonostante numerose segnalazioni facciano pensare alla presenza di diverse specie. Per questo il Wwf Veronese ritiene opportuno che, prima di proseguire il processo in atto, si realizzino «uno studio approfondito sulla natura e sulla biodiversità, flora e fauna, presente attualmente nelle due aree e, a seguire, un approfondimento di tipo ecologico per studiare l’effetto delle relazioni tra l’attività umana, come proposta sui due monti di Valeggio, e gli organismi vegetali ed animali presenti e l’ambiente in cui tali organismi vivono». L’associazione si rende quindi disponibile a collaborare col Comune, anche per determinare quali sono le aree di pregio, da salvaguardare o da ripristinare, per poi renderle fruibili per varie attività culturali, di svago ed anche sportive.

Il presidente del Wwf chiede quindi che i volontari esperti naturalisti possano entrare nel periodo primaverile. «Non abbiamo niente in contrario a far entrare gli esperti del Wwf», afferma l’assessore all’ecologia, Veronica Paon, «anche se ci potrebbero essere problemi di sicurezza per la presenza di cinghiali e servirebbe un servizio di supporto, come la protezione civile. Nelle scorse settimane, è nata la commissione consigliare sull’utilizzo degli ex forti e successivamente si coinvolgeranno le associazioni. L’idea è quella di realizzare un parco integrato che sia uno splendido balcone sulla pianura padana. Certo dovremo anche accatastare le casamatte e, magari, cercare fondi che al momento si riversano soprattutto sui boschi urbani». Intanto il Comune ha concesso il sito di Monte Vento per una gara di mountain bike. «Lì i cinghiali probabilmente sono fuggiti perché saltuariamente il sito viene ancora usato dai militari», spiega l’assessore Paon.

Alessandro Foroni