Il caso

Spezzate le mani alla statua della Madonna, sdegno a Valeggio

Ancora una volta la statuina della Madonna nel capitello in via Enrico Fermi, dietro il mercato ortofrutticolo di Valeggio, è finita nel mirino dei vandali, con la vicenda che ha avuto eco anche a livello nazionale. Ad accorgersi del fatto sono stati domenica scorsa gli abitanti del quartiere che l’hanno trovata con le mani mozzate. Un gesto che ha creato rabbia e sconcerto negli abitanti della zona artigianale perché incomprensibile oltreché da condannare a priori. Un’azione che fa loro tornare la mente al gennaio 2014 quando la precedente statuina fu trafugata, costringendo gli abitanti della zona a comprarne un’altra. «Come allora non capimmo che senso avesse il furto», dichiara Sergio Zilio, che trent’anni fa aveva realizzato il capitello, «visto che la statuina, alta una sessantina di centimetri, aveva un grande valore affettivo e devozionale, ma poco valore venale, così adesso facciamo fatica a comprendere questo accanimento. Certo per tutti noi è un gesto odioso».

Concetti ribaditi anche dalla moglie, Marisa Mazzurega, che ricorda come fin dai primi momenti gli abitanti del quartiere si siano mossi all’unisono: «La prima statua, che inizialmente era in polvere di marmo piuttosto che in gesso, perché durasse più a lungo nel tempo, venne collocata a fine anni Ottanta, prendendo a modello quella che si trova nella chiesa parrocchiale. Adesso dobbiamo ringraziare il pronto intervento della vicina fonderia d’arte dei fratelli De Guidi che, col contributo dello scultore Roberto Pollio, hanno ripristinato le mani e speriamo che simili atti non si verifichino più».

Mentre sui social locali si scatenava una ridda di commenti che evidenziavano la stupidità del gesto, la parlamentare leghista valeggiana Vania Valbusa, pupilla del deputato Lorenzo Fontana, andava sul posto col compagno di partito Leonardo Oliosi e pubblicava sulla sua pagina facebook un post sulla vicenda, rimarcando il particolare delle mani mozzate e «lo spirito di comunità» dei locali, pronti subito a far riparare la statuina. Più duro il commento di Fontana che rilanciava quanto accaduto in un post in cui parla di «odio in aumento verso i simboli cristiani». Quanto accaduto a Valeggio veniva poi pubblicato sull’edizione web di un giornale romano e, oltre che quello di Matteo Salvini, provocava anche un commento della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni che commentava così: «Un altro riprovevole attacco ai simboli della cristianità. In provincia di Verona sono state mozzate le mani di una statua raffigurante la Madonna. Purtroppo non è un caso isolato e nemmeno l'avvicinarsi del Santo Natale sembra placare la meschinità di chi non ha rispetto per i nostri valori e la nostra storia. Mi auguro che i barbari responsabili di questo atto vergognoso vengano presto identificati e puniti con una pena esemplare».

Nei numerosissimi commenti apparsi sui canali social valeggiani i toni sono contrastanti. Mentre chi è collegato al mondo della destra parla di «cristianofobia» e «sostituzione etnica», tanti altri prendono le distanze, riportando tutti ad una realtà locale che non ha mai avuto segnali di problemi di questo tipo. Appare ben più probabile, dicono in tanti, che si tratti dei soliti ragazzini annoiati che non sanno cosa fare. Da altri si chiede invece di finirla con la propaganda di bassa lega e con l’odio che non fa che portarne altro, per privilegiare invece la verifica dei fatti e la ricerca dei vandali per poterli denunciare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Foroni