Litiga al bar con un cliente e poi picchia due carabinieri

È intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di Vigasio
È intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di Vigasio

Gianluca F. prima se l’è presa con un avventore al bar Ni Hao di Lugagnano, arrivando ad alzare le mani. Poi, una volta arrivati i carabinieri di Sommacampagna chiamati dalla titolare del locale, ha pensato bene di rincarare la dose e se l’è presa pure con i militari a suon di pugni e sputi. E’ così scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale oltre che per le lesioni ai due militari con prognosi di guarigione in dieci giorni. Ieri si è celebrata la direttissima, rinviata al 29 maggio. Al termine è stata disposta la liberazione del quarantenne. Aveva un diavolo per capello il veronese di quarant’anni domenica pomeriggio quando si è recato al bar Ni Hao di via Cao del Prà a Lugagnano. Ha iniziato ad alzare il gomito fino a quando ha dato sfogo a tutta la sua rabbia, prendendosela con un altro avventore, un veronese di 48 anni. Sono volate parole grosse tra i due fino a quando si è arrivati alle mani. Una volta accortasi della malparata, la titolare dell’esercizio ha chiamato il 112 che nel giro di pochi minuti ha inviato una pattuglia della stazione di Sommacampagna. Il quarantenne, però, ha continuato nella sua perfomance violenta e se l’è presa anche con i carabinieri, provocando loro ferite, poi giudicate guaribili in dieci giorni in ospedale. L’aggressione ai militari è stata definitivamente repressa grazie anche all’intervento di altri due carabinieri della stazione di Vigasio, intervenuti in soccorso dei colleghi. Ieri mattina Gianluca F. era già in tribunale davanti al giudice Maria Cecilia Vitolla per celebrare la direttissima. L’imputato ha sostenuto di non ricordarsi quasi nulla di ciò che era successo domenica al bar. Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato l’arresto, operato dai carabinieri, ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di firma in caserma, liberando il quarantenne e ha rinviato il processo alla fine di maggio. Il pm in aula, Giorgia Bonini aveva chiesto, invece, la misura degli arresti domiciliari. •

G.CH.