La sponda del Mincio? Palestra di pesca sportiva

Tiziano Begal presidente veronese Fipsas lungo il Mincio   FOTO PECORA
Tiziano Begal presidente veronese Fipsas lungo il Mincio FOTO PECORA

Ha visto la riva del Mincio nella zona vicina a Salionze trasformarsi nei fine settimana in un accampamento. Sul posto infatti spesso ci sono pescatori con tende, furgoni, macchine e camper, sedie e tavolini. Così Elena Rollo, che frequenta spesso le due sponde del fiume a piedi e in bici, ha scritto alla polizia locale di Valeggio sul Mincio per capire quanto è regolare questa presenza nella ciclopedonale frequentata da tantissime persone. «Ero scesa dal centro di Salionze», spiega Rollo, «e mi sono trovata di fronte questo accampamento che lasciava poco spazio al passaggio. Parlo anche a nome di altri escursionisti che si lamentano, perché per le passeggiate domenicali sono difficili in questo modo». L’escursionista ha segnalato anche che il marito il giorno successivo ha trovato un sacchetto di immondizie abbandonato. «Ho chiesto alla polizia locale», precisa, «ma mi è stato risposto che è stato eseguito un sopralluogo, trovando auto e camper parcheggiati lato ciclabile, tutti muniti di licenza di pesca rilasciata da Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) e quindi autorizzati». E in effetti la questione sta esattamente in questi termini. La conferma arriva dal presidente veronese della Fipsas, Tiziano Begal. «Inizialmente avevamo una concessione su tutte e due le sponde», spiega Begal, «poi abbiamo dovuto contrattare con gli enti locali e, nonostante volessimo la sponda destra, ci hanno dato la sinistra. Su questa abbiamo una concessione decennale appena rinnovata, che riguarda il tratto di Mincio che va dal ponte della ferrovia a Peschiera al confine lombardo dopo Salionze, per poi riprendere dopo Monzambano. Questo tratto, di cui curiamo la manutenzione, è un po’ il nostro stadio, l’università della pesca per tanti pescatori veronesi, lombardi e emiliani che producono un indotto anche per l’economia locale». Il presidente Fipsas entra nel dettaglio: «La riva sinistra non è una ciclabile, quella scorre sull’altra sponda. Qui potremmo vietare il passaggio ma vogliamo convivere con tutti e quindi chiudiamo solo nei giorni di gara, per la sicurezza di podisti e ciclisti». Ma Begal non si tira indietro su eventuali verifiche da effettuare sui comportamenti degli associati. «Abbiamo 30 guardie giurate volontarie», spiega, «con cui monitoriamo le 15 zone che in concessione in tutta la provincia e chi sgarra non ha più accesso. Certo, chi pesca ha bisogno di attrezzature e spesso rimane sul posto per tante ore con macchine o camper (mai roulotte oltre 30 quintali), come nel caso del Carpfishing, tecnica di pesca sportiva volta alla cattura della carpa. Le immondizie però ciascuno le deve portare via». Il prossimo anno arriverà sul Mincio, tra il 6 e il 12 settembre, il campionato mondiale con 240 atleti, slitatto causa covid. Per l’occasione la Fipsas intende realizzare una staccionata (già autorizzata dal genio civile), per le postazioni degli agonisti. Ci sarà intanto tempo per trovare un modus vivendi con i frequentatori, sempre più numerosi, di quella sponda. «Non ci risulta che i pescatori utilizzino l’area in via esclusiva», afferma il sindaco Alessandro Gardoni, «c’è collaborazione tra Comune e Fipsas, i pescatori hanno fatto anche interventi sul verde». •

Alessandro Foroni
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