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30.06.2020 Tags: Villafranca di Verona

La Fiera sconfigge la paura da Covid

La collocazione di tavoli e panche alla Fiera FOTO PECORAIl sindaco Roberto Dall’Oca, gli amministratori e gli organizzatori al taglio del nastro
La collocazione di tavoli e panche alla Fiera FOTO PECORAIl sindaco Roberto Dall’Oca, gli amministratori e gli organizzatori al taglio del nastro

Lo slogan era «Villafranca non si arrende». È diventato «Villafranca dimostra che si può ripartire». La città archivia la Fiera patronale dei santi Pietro e Paolo post covid19, chiusa ieri sera, con l’approvazione delle famiglie, di bambini e ragazzini. «Avremmo voluto festeggiarla dicendo che abbiamo sconfitto il virus, ma il covid19 c’è ancora. Villafranca tuttavia non si arrende e riparte», aveva detto all’inaugurazione venerdì il sindaco Roberto Dall’Oca, che ha tagliato il nastro dell’appuntamento affiancato, oltre che da assessori e consiglieri, anche da diversi rappresentanti dei Comuni limitrofi. Perché in realtà la fiera ha tagliato il nastro dell’estate veronese: è stata la prima festa della provincia e ha dimostrato che si può tener fede alle tradizioni, pur con le restrizioni imposte dall’emergenza. Con mascherine, gel, posti numerati ai tavoli e raccomandazioni ovunque, pur con numeri ristretti e qualche attrazione in meno (in particolare la serata dei fuochi), alla Fiera non è mancato nulla. Soprattutto per le fasce più giovani: luna park per i ragazzi nei valli del castello; tavoli e stand gastronomici, bancarelle, giochi in legno, cavalli e accampamento medievale all’interno del mastio che si è ancora una volta rivelato un luogo nel quale i villafranchesi amano stare, complice il bel prato e la cinta muraria che è stata la forza anche dell’organizzazione, essendo più facile monitorare le persone all’interno ed evitare assembramenti. All’ingresso, infatti, venivano conteggiate le persone. Non c’è stata tuttavia la ressa temuta: «Forse c’è ancora timore a uscire e quindi i cittadini si sono autoregolati», spiegano l’organizzatore, Diego Cordioli, e il sindaco. È stata una scelta coraggiosa, quella di Villafranca, che ha dato il la alle prossime. O almeno così sperano i giostrai. La cittadina è un’ottima piazza per loro che si augurano ora possa essere di esempio agli altri Comuni. Le sagre e le feste patronali si susseguono, ma non tutti i paesi pensano di allestire l’area con le giostre. Qui i gestori hanno recintato tutto il luna park, monitorato da alcuni addetti, e ricordato continuamente con i microfoni ai ragazzi di indossare le mascherine. «Dar vita al luna park ha consentito ai giostrai di tornare al lavoro e a una forma di sostentamento necessaria, dopo tante rinunce», continua Dall’Oca. «Ciascun attore coinvolto nella rassegna ha dimostrato senso di responsabilità. Abbiamo messo in campo tutte le attenzioni possibili nell’ambito della sicurezza come previsto dalla normativa». Pur senza i tradizionali fuochi d’artificio, dunque, la fiera, dopo 307 anni, ha superato anche il coronavirus. In particolare è stata apprezzata, da genitori e bambini, la parte interna al castello con cavalli, ludobus e animali. «In un momento così difficile e pieno di paure e preoccupazioni c’era il dovere di dare un segnale positivo», conclude il sindaco Dall’Oca. «Abbiamo dato ai giovani la possibilità di svago e alle famiglie la possibilità di vivere il castello. La formula del Food tutto all’interno del mastio scaligero è stata apprezzata e andrà riproposta integrandola con spettacoli, quando sarà possibile». Il primo cittadino all’inaugurazione aveva voluto al fianco gli amministratori dei Comuni limitrofi (agli stand gastronomici sono stati proposti anche tortellini di Valeggio e il risotto di Isola della Scala). Tra loro anche Albertina Bighelli, consigliera provinciale e comunale a Sommacampagna: «L’apertura di questa fiera è l’apertura alla vita. Spero che da qui si ricominci e che non si debba tornare indietro», ha detto. «È una fiera ridotta», le ha fatto eco l’assessore comunale alle manifestazioni, Luca Zamperini, «ma volevamo dare un messaggio di ripartenza». •

Maria Vittoria Adami
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