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27.07.2020 Tags: Villafranca di Verona

La città sfata il tabù dell’autismo

Emmanuele Atzeri con il suo logo Villafranca città blu
Emmanuele Atzeri con il suo logo Villafranca città blu

Una farfalla che posa le ali su una C e un B rovesciata a formare il simbolo dell’infinito. Il logo di Villafranca città blu, progetto nato lo scorso anno grazie alla perseveranza della villafranchese Monia Gabaldo, dottoressa e mamma di tre bambini autistici, e che poi ha trovato sponda nell’amministrazione, è stato realizzato da Emmanuele Atzei, diciottenne che ha appena concluso la quarta Alf al liceo Anti. Il simbolo accompagnerà quello istituzionale di Villafranca, verrà stampato su magliette speciali e gli adesivi appiccicati alle vetrine dei negozi della città che hanno partecipato al progetto. V, C, B sono le tre lettere che compongono il logo e formano la scritta Villafranca città blu. V sono le antenne della farfalla, la C si appoggia alla B che distesa rappresenta l’infinito o, come lo spiega lo stesso Atzei: «L’infinito è un’altra figura iconografica dell’autismo che vuole rimandare alla diversità dello spettro autistico così colmo di sfaccettature». Il tutto in diverse sfumature di blu, il colore che generalmente viene accostato all’autismo. L’Anti, durante l’anno scolastico, aveva indetto il concorso da cui sarebbe stato scelto il logo. Una commissione poi, creata appositamente per valutare i lavori, ha esaminato una ventina di disegni e alla fine è stato scelto proprio quello di Atzei. Tutti i disegni, però, verranno esposti su pannelli in una mostra itinerante nelle scuole villafranchesi. «Al concorso», ha spiegato l’assessore all’istruzione Anna Lisa Tiberio durante la premiazione che si è tenuta in forma ristretta sabato mattina in sala consigliare, «hanno aderito tante classi. Quello svolto è stato un percorso per sensibilizzare sulle diverse forme di autismo, ma era rivolto anche a educatori e insegnanti». Villafranca città blu, infatti, è un lungo cammino iniziato proprio nelle scuole all’inizio di quest’anno ma che, lockdown permettendo, si sarebbe dovuto espandere in tanti altri settori. «Sono felice e orgoglioso di quello che è stato fatto. Il progetto parte dal basso e grazie all’amministrazione ha coinvolto l’intera città», ha sottolineato il sindaco Roberto Dall’Oca. Alla cerimonia c’era anche Stefano Predomo, consigliere che ha fatto da ponte fra la politica villafranchese e Gabaldo. «Impegniamoci tutti per far diventare Villafranca città blu. Questo significa che tutti devono sapere cosa significa autismo», ha detto Predomo. Anche l’assessore al sociale, Nicola Terilli, ha parlato dell’iniziativa: «Partiamo dall’autismo, ma diamo attenzione a tutte le marginalità. La cultura dell’inclusione passa dalle famiglie e dalle scuole e questo è l’esempio di partenza». Riconoscimenti sono stati dati anche alla scuola dell’infanzia paritaria San Giuseppe e proprio all’Anti. «C’è infinita gratitudine verso il Comune di Villafranca, perché sta portando avanti un progetto ambizioso: far diventare la città un Comune educante in grado di comprendere ed includere la neurodiversità in ogni istante di quotidianità», ha detto invece Gabaldo. •

Nicolò Vincenzi
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