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15.06.2019

Disabili autonomi nel nuovo alloggio

La casa di Emma e Giulia sarà inaugurata domani DIENNEFOTO
La casa di Emma e Giulia sarà inaugurata domani DIENNEFOTO

Decolla il progetto di vita indipendente rivolto a persone con fragilità promosso da Piccola Fraternità e La Scintilla, operanti da oltre 30 anni in paese a servizio delle persone svantaggiate e con disabilità. Un «laboratorio» di autonomia personale che prende forma nella «Casa di Emma e Luigia» che sarà inaugurata domani alle 11, in Borgo Doltra, in via del Bracciante, 9. Si tratta di due unità abitative, realizzate grazie a due donazioni. La prima, nel 2009 da parte degli eredi di Emma Passarini, che hanno devoluto un immobile situato nel centro del paese, la seconda nel 2014 da parte dei coniugi Guido Zuanetti e Luigia Fazioni che hanno lasciato una casa in Borgo Doltra. Dalla vendita dell’immobile in centro, si sono ricavati i fondi per la ristrutturazione dell’abitazione di Borgo Doltra, beneficiaria anche di un contributo di 50 mila euro della Fondazione Cariverona. La «Casa di Emma e Luigia» apre, quindi, la strada ad un nuovo progetto di vita indipendente finalizzato all’integrazione sociale. Prevede l’accompagnamento delle persone svantaggiate in un ambiente dove possano esprimere le loro potenzialità. «Esistono determinate fragilità che possono essere vissute nella normalità della vita e non hanno bisogno di ambienti chiusi», spiega Maurizio Maestrelli, presidente de La Scintilla, «queste persone richiedono solo di essere supportate e inserite nel tessuto sociale». «È tempo di convincerci che questa è la strada da percorrere», prosegue, «vogliamo scommettere sulla possibilità di ribaltare il paradigma della chiusura ovvero la convinzione che la disabilità trovi casa solo a «La Scintilla» o alla «Piccola Fraternità» mentre la fragilità trova spazio anche altrove con un supporto che aiuti ad elaborare una vita in autonomia. Perciò teniamo molto a ringraziare le famiglie per le donazioni che hanno permesso di realizzare questo progetto». Nella «Casa di Emma e Luigia» saranno attivati percorsi e attività per sperimentare la vita autonoma nella quotidianità (gestire la casa, prepararsi da mangiare,), supportati da una equipe di operatori specializzati. Qui giocheranno la partita dell’inclusione anche quei giovani con fragilità che al di fuori del circuito scolastico non avrebbero nessuna possibilità. «Ci sono ragazzi che dopo le superiori interrompono il processo relazionale di integrazione e non sanno dove andare», conclude Maestrelli, «non sono da centro diurno ma hanno solo bisogno di facilitazioni; per questo siamo in contatto con le scuole e le attività artigianali locali per vedere se è possibile offrire loro un ruolo mediato all’interno della comunità dove possano sviluppare le loro potenzialità». •

L.M.
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