In centro come a Montecarlo
grazie al Grand Prix Show

Una Lotus al Grand Prix Show
Una Lotus al Grand Prix Show

Sabato sera Villafranca diventerà come Montecarlo. Intorno alle 20 il centro storico verrà chiuso al traffico in occasione del Grand Prix Show notturno organizzato dal Veteran Car Club Bernardi.

Transenne e protezioni disegneranno un vero e proprio circuito cittadino, come nella dorata cittadina dei principi Grimaldi di Monaco, perla della Costa Azzurra. Non ci saranno Formula 1 ma auto storiche a cinque stelle, che dopo aver fatto passerella sul tappeto rosso, il classico red carpet di Cannes, affronteranno una serie di prove cronometrate che metteranno a dura prova vecchie bielle e pistoni stagionati.

«Sono davvero fiero di questa iniziativa», sottolinea l’assessore alla promozione e turismo Gianni Faccioli, «che arricchirà con una nuova simpatica proposta l’offerta turistica del nostro territorio carico di storia, attraverso una manifestazione decisamente originale visto che fra l’altro è l’unica a Verona e provincia a svolgersi in notturna e a godere della vicinanza di un’eccellenza europea come il museo Nicolis». Nei giorni scorsi il comando della Polizia municipale ha approvato il percorso, che prevede la partenza da corso Vittorio Emanuele e la prosecuzione in via Renzi, via Roma, via Perugia, via Nino Bixio, via Bellotti con fine prova in corso Vittorio Emanuele, chiudendo così il circuito ideale nel cuore della città. I concorrenti dovranno percorrere alcuni tratti rispettando i tempi imposti dagli organizzatori e potranno scegliere quale tipologia di cronometro usare (meccanico o analogico). La conclusione è prevista intorno alle 23.

L’aspetto positivo di queste manifestazioni è la velocità contenuta e l’ampio ventaglio culturale che abbraccia interi decenni del motorismo, per offrire al pubblico uno spettacolo in movimento sull’evoluzione del motorismo, con un pizzico di sana competizione.

Per il pubblico sarà poi spettacolare non limitarsi a osservare solo le auto - che già sarà un bel guardare perché non è facile vedere insieme tante «vecchie signore» in movimento - ma osservare le diverse tecniche di guida e le manovre dei piloti e dei collezionisti impegnati nel Gran Prix notturno.

Perché oggi guidare è quasi automatico. Molte funzioni sono servoassistite e facilitate. Per sterzare non ci vogliono braccia robuste e per frenare non servono muscoli allenati. Non era così nel Novecento, quando erano indispensabili una serie di manovre per accendere l’auto, farla partire (se partiva), sterzare, frenare, correggere la traiettoria, verificare i livelli, controllare pneumatici, motore e accessori, soprattutto conoscere la strada, in una parola guidare.

Arte faticosa e dispendiosa. Faticosa perché non ammetteva distrazioni: le auto erano così complicate e poco collaborative che chi stava al volante doveva dare il meglio di se stesso, senza l’ausilio di congegni elettronici, navigatori satellitari e computer di bordo.

Dispendiosa perché l’auto era molto più costosa e non era certo un bene di massa come è diventato oggi. Tanto che i pochi che se la potevano permettere la tenevano chiusa in garage come una reliquia e la adoperavano solo la domenica per la tradizionale gita fuori porta, magari proprio a Villafranca, che centinaia di famiglie veronesi raggiungevano per gustare le caratteristiche sfogliatine.

Oggi tutto è ovunque, nel bene e nel male. Ma il Grand Prix in notturna sarà davvero uno spettacolo unico.

Danilo Castellarin