Durante la visita a Sommacampagna

Fuori da scuola gruppo di contestatori contro Draghi. Le mamme dei ragazzi: «Siete fuori contesto»

Il gruppo di contestatori, il premier Draghi e mamme con bimbi di Caselle del Consiglio comunale dei ragazzi
Il gruppo di contestatori, il premier Draghi e mamme con bimbi di Caselle del Consiglio comunale dei ragazzi
Il gruppo di contestatori, il premier Draghi e mamme con bimbi di Caselle del Consiglio comunale dei ragazzi
Il gruppo di contestatori, il premier Draghi e mamme con bimbi di Caselle del Consiglio comunale dei ragazzi

Fuori dalla scuola di Sommacampagna visitata dal presidente del consiglio Mario Draghi un crocchio di mamme ha seguito la cerimonia della palestra in diretta sul cellulare. «Speravamo di vederlo», si sono fermate davanti alla scuola, un po’ in disparte, incuriosite. Ma il Presidente Draghi è entrato dal retro. «Ma siamo felici per i nostri figli, è per loro un’esperienza straordinaria. Avrei voluto dirgli grazie per questo», dice Elena Galiotto, mamma di una delle ragazzine della seconda D. «I ragazzi avevano bisogno di messaggi positivi, di essere rassicurati».

«Si fanno tante domande», aggiungono Silvia Artioli, Francesca Ambrosi e Ivana Zivelonghi, «hanno bisogno di sicurezze dalla famiglia e dalle istituzioni, dopo due anni di pandemia e ora la guerra. Noi possiamo dire loro qualcosa, ma che lo faccia Draghi, senza filtri, dà loro una sicurezza diversa. Speriamo anche che sia un segnale di una nuova scuola che riparte». Perché le famiglie e le scuole ne hanno bisogno: «I ragazzi hanno vissuto la scuola e la didattica a distanza con paura, sono cresciuti anche. Ma oggi vivono l’emozione della scuola».

Così le mamme hanno replicato ad alcuni contestatori giunti con cartelli davanti alla scuola o distribuiti lungo il percorso che ha fatto il presidente Draghi, come quelli della lista «Verona per la libertà» che contesta la politica estera di Draghi. «Avevano cartello “No vax” e distribuivano l’articolo 11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra, ndr). Abbiamo risposto che erano fuori contesto. Che oggi le istituzioni sono venute qui per i nostri ragazzi, per parlare con loro». 

Maria Vittoria Adami