«Eresie ambientaliste» Burlini smonta le teorie della galassia verde

Francesco Burlini con il suo libro «Eresie ambientaliste» FOTO PECORA
Francesco Burlini con il suo libro «Eresie ambientaliste» FOTO PECORA

È pronto a sfidare sul campo gli ambientalisti di ultima generazione, lui che di ambiente, agricoltura, animali e piante ha fatto la sua missione di vita.
Francesco Burlini, agricoltore e allevatore, sperimentatore e studioso di Villafranca, non teme lo scontro ma è votato a sfatare miti, smontare teorie e a mettere al bando «eresie ambientaliste», come le chiama con un'immagine che dà il titolo al suo nuovo volume fresco di stampa (Gilgamesh edizioni, 2015) che presenterà in biblioteca comunale il prossimo 13 maggio alle 20.45.
Eresie ambientaliste, dunque, dalle tendenze vegane tanto di moda al mito della decrescita felice, dalle «neoreligioni bio» all'animalismo. In oltre 300 pagine Burlini, da provocatore, smonta «convinzioni e mode».
«E lo dimostro», spiega. «Io sono un ambientalista. In quanto coltivatore, allevatore, veterinario e certificatore biologico. Perciò sono un critico dall'interno, ma adotto un approccio scientifico, non ideologico. Ho scelto dieci argomenti su materie che conosco e dimostro le eresie che vengono diffuse».
Non va per il sottile, Burlini. «C'è troppa ideologia. Su alimentazione e agricoltura tutti mettono il becco dicendo cose immani che vengono ripetute all'ingrosso. Da chi è contro gli Ogm a chi sostiene che i bovini siano responsabili dell'effetto serra perché producono metano».
Il volume ha parecchie pagine e affronta ogni tema spiegandolo con esempi pratici «terra terra, da agricoltore a lettore», spiega Burlini. È stato un lavoro di cinque anni col quale l'autore tenta di dare risposte e informazioni «vagliate a lungo».
«Faccio una critica generale sulle neoreligioni eco, bio e naturalistiche, dove il biologico è stato soppiantato dal biodinamico. La disinformazione di massa serve per addormentare le persone e lasciarle fuori dalla critica».
Un caso particolare? L'Ogm. «Si dice sia pericoloso, ma non è vero. Si tratta di strategie per produrre di più ma senza chimica, ovvero senza utilizzare fitofarmaci. Dietro, in realtà, c'è uno scontro tra case farmaceutiche e chi fa biotecnologie. E così si induce a pensare che l'Ogm sia dannoso».
E una provocazione: «Se tutti diventassimo vegani, l'umanità si estinguerebbe». Ecco il processo: i vegani non ammettono allevamenti. Neppure di api, dunque, che rischiano l'estinzione e dipendono dalle cure degli apicoltori. Niente allevamenti di api e bombi, niente insetti impollinatori, niente frutti e piante, niente mondo e umanità.
«L'ambientalismo italiano si è involuto», conclude Francesco Burlini, «ed è diventato un movimento antiscienza».
Burlini, in passato, ha pubblicato «Gli animali domestici nella storia».
Sperimentatore e pioniere, nella sua azienda agricola tenta coltivazioni particolari ed è stato tra i primi allevatori di struzzi con la sua stalla di Villafranca alcuni decenni fa. Ha partecipato a progetti di cooperazione internazionale della Fao e dell'Unione europea. Oltre a quella villafranchese, ha un'azienda zootecnica in Senegal. M.V.A.