È nata una stella del tiro con l’arco Bombana s’è ispirato all’eroe Arrow

Alessandro Bombana con il suo arco FOTO PECORA
Alessandro Bombana con il suo arco FOTO PECORA

Praticare uno sport fa crescere e talora ti cambia la vita. Questa l’esperienza che traspare dal racconto di una passione, quella per la pratica del tiro con l’arco, che da alcuni anni ha preso il 18enne arciere Alessandro Bombana, permettendogli di raggiungere ottimi risultati in campo sportivo e non solo. A fargli scattare la molla fu «Arrow», la trasposizione televisiva di Freccia Verde, uno degli eroi della casa editrice statunitense DC Comics, tra le più importanti al mondo per i fumetti, che ha tra i suoi simboli anche Superman e Batman. «Avevo soltanto dodici anni», conferma Alessandro Bombana, che frequenta il liceo scientifico Enrico Fermi a Mantova, «quando mi capitò di vedere alcuni telefilm della serie Arrow, che ha come protagonista un supereroe attento ai cambiamenti sociali della sua città, che ricorda un po’ Robin Hood. Rimasi colpito e da allora ho cominciato a tirare nel cortile di casa, inizialmente con un archetto di legno improvvisato. Non ho più smesso anche se sapevo che era uno sport di nicchia». La fortuna del giovane arciere fu che a Salionze si riuniva quella che fu la sua prima compagnia di arcieri, i Sagittari Benaci, una trentina di praticanti aderenti alla Fiarc (Federazione italiana arcieri tiro di campagna) provenienti da varie parti della provincia, gruppo in cui trovò il primo tecnico, Bruno Arienti e che tiravano alle sagome. Poi nel 2018 Bombana ha fatto il salto, iniziando a tirare a Verona con la compagnia Arcieri del Cangrande, aderente alla Fitarco (Federazione italiana di tiro con l’arco) e cambiando tecnici, da Marco Latini a Davide Bertagnoli, quello che lo segue attualmente. Da allora i risultati sono arrivati copiosi, dal primo posto al campionato regionale del 2018 (con sagome di animali) a quello del maggio 2019 al campionato regionale hunter & field (disciplina in campo aperto con bersagli che arrivano a sorpresa su varie distanze, ndr), da quello del giugno 2019 nella Coppa Italia delle regioni al secondo posto nei campionati italiani indoor del febbraio 2020. Poi la pandemia ha fermato molte attività legate anche a questa disciplina che ora stanno provando a ripartire. Il tiro con l’arco per Bombana, che è nella nazionale over 18, è da tempo anche una filosofia di vita, la cui acquisizione è stata facilitata anche dalla pratica delle arti marziali. «Il mio maestro mi dice sempre», sostiene Bombana, che è cintura nera di karate, «che bisogna lavorare sulla percezione di noi stessi per crescere e utilizzare un arco al meglio. Un po’ come nel libro “Lo Zen e il tiro con l’arco” il maestro giapponese invita l’autore, Eugen Herrigel, a mettere in gioco la propria vita, svuotandosi, per raggiungere l’unico gesto corretto per fare centro. Questa concentrazione sulla preparazione e sull’allenamento m’è tornata utile in vari campi, a partire dalla scuola». Ora Bombana ha la possibilità di raccogliere il testimone di un altro grande arciere nato a Valeggio, Giorgio Turrina, classe 1947, che vinse il titolo italiano nel 1983 e fu nella nazionale italiana dal 1975 al 1990. •

Alessandro Foroni