La visita alla scuola di Sommacampagna

«Draghi ha detto che con quelle lettere lo abbiamo commosso»

Mario Draghi nella scuola di Sommacampagna (foto Marchiori)
Mario Draghi nella scuola di Sommacampagna (foto Marchiori)
VISTA DRAGHI A SOMMACAMPAGNA (FOTO MARCHIORI)

«Mi ha stretto la mano». Si avvicina per dircelo, Pietro di terza B. Implode dall’orgoglio. Ha stretto la mano a un’istituzione, una di quelle che studia sui libri di educazione civica o vede in tv. E che, soprattutto, ha battuto le mani mentre lui e i suoi compagni cantavano la loro canzone rap sulla Costituzione. Nella palestra sfumano le voci e le risate. Il Presidente del Consiglio è già partito per Custoza e tra le magliette rosse, blu e gialle indossate dai ragazzini si comincia a scambiarsi le emozioni. «Siamo molto contenti e agitati, non capita tutti i giorni di vedere un presidente e poi per quelli di seconda, che di solito vengono messi un po’ in disparte, è una fortuna», dice Emanuela, di terza. 
Riavvolgiamo il nastro della mattinata di ieri. Sono le 8 quando i ragazzini delle quindici classi delle scuole medie Dante Alighieri di Sommacampagna arrivano alla spicciolata. Con loro anche tre classi delle elementari ospitate nella sede di via Campagnol. Polizia, carabinieri, forze dell’ordine sono già schierate. Nel frattempo arriva il sindaco di Sommacampagna, Fabrizio Bertolaso, con assessori e consiglieri di maggioranza e minoranza. Poi le autorità: il presidente della Regione, Luca Zaia, quello della Provincia, Manuel Scalzotto, il prefetto Donato Cafagna, la dirigente dell’ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo, il provveditore Sebastian Amelio. Tutti, insieme alla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo, Emanuela Antolini, attendono il Presidente Mario Draghi. Quest’ultimo, a marzo, ha ricevuto una ventina di lettere della seconda D, inviategli dall’insegnante Elena Elvira Murino. E lui, sollecitato dai temi attuali trattati, ora viene per rispondere loro di persona. E così per prima cosa entra in seconda D. «Ci ha parlato con molta gentilezza. È stato emozionante. Ha risposto alle nostre domande sulla guerra in Ucraina, sul covid, su come affronta il suo lavoro e su cosa ha provato quando l’hanno nominato presidente», raccontano gli alunni protagonisti. «Ha risposto subito di sì al suo compito perché si è sentito onorato e lo vive come un dovere. Si impegna per ciò che deve fare per l’Italia, non per essere importante». I ragazzi lo ringraziano dai loro banchi, sono colpiti dalla motivazione che lo ha condotto lì: «Ci ha detto che lo abbiamo commosso con le nostre lettere e ha voluto venire a trovarci. Ci ha parlato con molta gentilezza. È stato emozionante». Ma c’è stato spazio anche per temi più leggeri: «Tifa Roma! Glielo abbiamo chiesto».
Draghi viene accolto poi da tutti gli alunni e gli insegnanti in palestra dove un gruppo di ragazzini parte con la canzone rap che ha composto sulla Costituzione - tema di studio per gli alunni delle medie - e sull’Italia. Draghi parla loro con parole semplici, ma toccando tutti i temi che dominano la politica oggi. Spiega la guerra e la pace. Ma lascia anche un messaggio positivo, uno sprone a guardare al futuro, a esserci nel futuro, a non temerlo. 
Ma la visita di Draghi è anche un’esperienza di crescita. Il giorno prima i ragazzini si sono dati da fare tutti insieme per preparare la scuola per il suo arrivo: «È stato un bel giorno, c’è stato un bel clima: ci siamo aiutati a vicenda, tutti si sono impegnati», raccontano gli alunni della terza B. «Hanno preso consapevolezza di questa istituzione, sono molto emozionati e increduli», spiegano le insegnanti Maria Laura Murari e Raffaella Orefice. 
«Sono sorpresi della sua presenza che resterà nella storia della scuola e nel cuore di tutti noi», si rivolge a Draghi, la dirigente Antolini. «I bambini hanno bisogno di emozioni, dobbiamo ricostruire la fiducia nelle istituzioni che si ricostruisce con gli incontri, con le occasioni e con i piccoli. I bambini hanno bisogno di punti di riferimento credibili che devono trovare nei genitori, a scuola, ma anche in chi amministra la cosa pubblica. Vede presidente», conclude, «dopo momenti di paura, ansia, pericolo, guerra, i bambini hanno bisogno di uno sguardo positivo verso il futuro che comincia da qui, da un presidente che li ascolta e dà risposte molto belle. Grazie di essere con noi». Il Consiglio comunale dei ragazzi ha portato il suo saluto e tutti i componenti hanno detto i loro nomi. «Ci auguriamo che il suo operato possa portare serenità a chi soffre e la ringraziamo a nome di tutti», ha detto il sindaco dei ragazzi, Giovanni Bertolaso. Al Presidente sono stati consegnati una rosa, per la moglie, e un libretto fatto dai piccoli delle elementari sulla pace. Poi l’Inno di Mameli cantato insieme, e i saluti. 

Maria Vittoria Adami