Rincari e famiglie

Dieci case di riposo aumentano la retta: dai 450 ai 900 euro in più

La cifra, calcolata sul semestre, previsti aumenti da 2,5 a 5 euro al giorno a carico delle famiglie degli ospiti. Revisione possibile fra sei mesi, in base alle bollette

Si è tentato di spingerlo il più in là possibile, ma ora il momento è arrivato. Una decina di case di riposo pubbliche della provincia aumenterà le rette da gennaio. Sarà una sorta di balzello «di scopo» per far fronte all’aumento delle bollette di luce e gas. Ma, precisano le Ipab, sarà anche una misura temporanea che potrebbe essere rivista tra sei mesi.

Aumenti tra i 450 e i 900 euro per ospite in sei mesi

Già settimane fa si temeva di dover incidere sugli ospiti e sulle loro famiglie per sostenere il forte incremento dei costi di luce e gas. Ora, a bilanci chiusi, le dieci Ipab unite nella Conferenza presieduta da Manuela Tomasi, vertice della casa di riposo di Villafranca, sono costrette a ricorrere a un aumento sulla quota residenziale che sarà tra i 2,5 e i 5 euro al giorno per ospite. L’aumento non potrà comunque eccedere la previsione inflattiva di aumento indicata dall’Istat.

Le strutture provvederanno a una verifica semestrale e, nel caso i costi energetici diminuissero o fossero stanziati aiuti specifici, provvederanno a rivedere in difetto le rette. Il caro energia, in verità, sta dando segnali di allentamento. Ma si naviga a vista. Certo è che, nella migliore delle ipotesi, per gli ospiti ci sarà un incremento di 450 euro totali nel primo semestre 2023, che può arrivare a 900 laddove si deciderà di aumentare di 5 euro la retta giornaliera.

Dieci strutture per un totale di 908 posti

Le Ipab interessate sono quelle di Bussolengo, Caprino, Cerea, Malcesine, Monteforte d’Alpone, Nogarole Rocca, San Pietro in Cariano, Sommacampagna, Villa Bartolomea e Villafranca per 908 posti convenzionati. «Le strutture aderenti alla Conferenza», spiega Tomasi, «essendo prossima l’approvazione dei bilanci di previsione 2023 legata ai consuntivi del 2022, hanno esaminato le criticità emerse dalla gestione del periodo. E dopo un’accurata analisi delle difficoltà, hanno individuato una linea comune per contemperare l’esigenza di affrontare i costi di gestione e la crisi economica che le famiglie devono fronteggiare».

Forniture energetiche più care e nuovo contratto di lavoro

Tra le difficoltà, le Ipab annoverano pesanti aggravi di spesa delle forniture energetiche e dei prezzi, ma anche di servizi e materie prime, seguiti dagli aumenti per la gestione del personale: l’applicazione del nuovo contratto nazionale del lavoro del comparto Funzioni locali comprende anche gli arretrati per il triennio 2019-2021.

«La verifica semestrale per valutare un’eventuale diminuzione della quota di scopo legata ai costi energetici, è funzionale al sostegno alle famiglie in questo periodo problematico», continua la presidente, «determinato dall’esigenza irrinunciabile di cura dell’anziano non autosufficiente. Porremo in campo ogni accortezza per mantenere un elevato standard di servizi e di cura, cercando di gravare il meno possibile sulle famiglie».

La riforma regionale che manca

Ma oltre agli aiuti, le Ipab attendono sostegni più concreti che passino dalla riforma regionale che le riguarda. «Siamo strutture e bene pubblico rispondenti alla necessità di cura dell’anziano, ma gravate da iniquo inquadramento normativo rispetto alle altre forme gestionali», conclude Tomasi.

Il Veneto è l’unica Regione a non aver concluso la riforma delle Ipab che sono circa 150 su 300 residenze per anziani, di cui 16 veronesi. La gestione delle strutture private è agevolata rispetto a quelle pubbliche, per questo si chiede di uniformare il settore. Il tema era stato ripreso il mese scorso dai sindacati che chiedevano però anche di stabilizzare e potenziare gli organici tramite un trattamento economico migliore. In poche parole si chiede di applicare nelle Rsa il contratto di lavoro della sanità.

Tra le novità, infine, la Conferenza delle 10 Ipab, a fronte del peso che l’emergenza Covid ha avuto sull’operatività del personale socioassistenziale e sanitario, ha programmato due giornate formative per assistenti sociali, psicologi ed educatori sul tema «La solitudine in età avanzata». Si terranno il 14 dicembre e il 18 gennaio, al centro per anziani di Bussolengo.

Maria Vittoria Adami