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06.07.2020 Tags: Valeggio sul Mincio

Danni per caditoie chiuse da asfalto

Un tubo intasato da fango e malta a ValeggioVia Gottardi a Valeggio, una delle strade in cui si verificano allagamenti FOTO PECORA
Un tubo intasato da fango e malta a ValeggioVia Gottardi a Valeggio, una delle strade in cui si verificano allagamenti FOTO PECORA

Non sono solo le piogge torrenziali le uniche responsabili degli allagamenti verificatisi in paese durante le ultime settimane. C’è invece un pericoloso mix tra inadeguatezza dei sottoservizi, mancanza di manutenzioni e addirittura lavori pubblici non eseguiti a regola d’arte. Questo è stato messo in luce dai controlli effettuati dal Comune in alcuni punti critici, da via Gottardi a via Sarca, da via colonnello Fincato a via del Garda a Salionze, zone dove le condutture sono andate in difficoltà durante gli ultimi nubifragi, con scoperte che hanno lasciato esterrefatto chi è intervenuto. «Abbiamo trovato situazioni molto delicate, in via del Garda a Salionze», dichiara Alessandro Remelli, assessore alle Manutenzioni, «con la tubazione in pvc che scarica le acque sorgive e le acque bianche che è ormai completamente occlusa da un blocco di calcare che impedisce lo scolo delle stesse. Lì interverremo al più presto con la pulizia che richiederà almeno 4-5 giorni e un importante investimento economico. Inoltre durante i lavori via del Garda dovrà essere chiusa e dovremo quindi ripristinare il doppio senso su via Pastrengo». Diversa la situazione in via colonnello Fincato e in via Sarca, dove sono state ripulite le caditoie, alcune occluse da blocchi di malta e cemento. «Con questa pulizia speriamo di aver migliorato le condizioni di scolo, anche se non sarà l'unico intervento da fare», continua l’assessore. Ha invece dell’incredibile la situazione riscontrata in via Gottardi dove quasi tutte le caditoie, ricavate da fori nei profili dei marciapiedi, sono state occluse dalle opere di asfaltatura della strada eseguite anni addietro. Questo ha fatto si che venisse impedito il normale deflusso delle acque e si provocassero allagamenti in strada quando le precipitazioni sono più abbondanti, oltre ad allagamenti nelle proprietà private. «Anche in questo caso», continua Remelli, «dovremo intervenire con dei lavori abbastanza onerosi per ripristinare i normali fori di deflusso dell'acqua». Resta da capire come mai, dopo l’asfaltatura, che risalirebbe a almeno una decina d’anni fa, nessuno si sia accorto della chiusura dei fori e dell’incapacità della strada di smaltire l’acqua. Per l’ex assessore alle Manutenzioni, Leonardo Oliosi, da alcuni anni gli interventi di controllo erano dilazionati perché diventati più onerosi. «Le pratiche per quelli effettuati ora», sostiene Oliosi, «erano state avviate ancora dalla precedente amministrazione, ma da un po’ di tempo ciò che ha a che fare con le condutture è considerato rifiuto e deve essere trattato da personale specifico». Su Salionze serve poi un’attenzione particolare visto che negli anni scorsi era accaduto anche che in alcune case l’acqua zampillasse dai muri. «Ci sono parecchie criticità», rileva Oliosi, «con la parte alta della frazione che, in caso di nubifragi, riversa grosse quantità d’acqua sulle zone sottostanti. Inoltre Salionze è piena di risorgive, quasi scorre sull’acqua e spesso ho preteso che si usassero diametri più grandi per le condutture anche per questo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Foroni
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