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10.07.2020 Tags: Villafranca di Verona

Ci hanno messo la loro firma e la banca ora li accontenta

Un gruppo di cittadini che ha firmato la petizione per la riapertura della banca a Quaderni FOTO PECORA
Un gruppo di cittadini che ha firmato la petizione per la riapertura della banca a Quaderni FOTO PECORA

Hanno raccolto 235 firme e alla fine hanno raggiunto il loro obiettivo: i cittadini di Quaderni potranno tornare a usufruire della banca Bpm di via Mazzini. La filiale, infatti, riaprirà ufficialmente lunedì 20 luglio. La situazione nella frazione, però, si era fatta piuttosto complicata negli ultimi mesi: senza edicola e, appunto, senza banca Quaderni era una terra quasi isolata. Appena iniziato il lockdown, la banca aveva chiuso i battenti ma, a differenza di altre sul territorio che poi hanno riaperto, qui le serrande sono ancora oggi abbassate. Ormai si pensava che l’attività non dovesse più riprendere. Lo stallo si è protratto fino a ieri mattina, quando è arrivata la notizia dell’imminente riapertura. Per questo i residenti si erano organizzati con una raccolta firme da consegnare al direttore della banca di Villafranca: passaggio che, a detta degli organizzatori, è stato elemento fondamentale per raggiungere l’obiettivo. A fare da tramite fra la popolazione e la banca ci ha pensato Luca Cesare Scattolini, passato da consigliere comunale durante l’amministrazione Mario Faccioli. Nel minimarket e nella tabaccheria del paese, per diverse settimane, è stato possibile firmare. «Le firme le ho consegnate io a mano in sede a Villafranca», spiega Scattolini. Quella di Quaderni è una piccola banca, ma è l’unica che c’è in paese e deve servire un bacino piuttosto grande. Qui, infatti, affluivano prima della chiusura anche i clienti delle vicine frazioni di Rosegaferro e Pizzoletta. Il problema riguardava soprattutto quegli utenti che non sono in grado di utilizzare i servizi web e che di conseguenza dovevano recarsi a Villafranca, Valeggio, Mozzecane o Roverbella, oppure che avevano difficoltà a muoversi. Scattolini aggiunge: «Abbiamo quindi deciso di raccogliere le firme per farci sentire, anche perché in molti mi fermavano per strada e volevano capire cosa ne sarebbe stato della banca». Oltre alle firme è stata inviata alla direzione del Banco popolare alla sede di piazza Nogara a Verona, a Milano, e a quella in corso Vittorio Emanuele II a Villafranca, una lettera in cui veniva spiegato il disagio. Si parlava di «disservizio molto pesante, soprattutto per le fasce più deboli» e di «malumore dei clienti che aumenta di giorno in giorno al punto tale che qualcuno ha già provveduto alla chiusura del conto corrente e che, se venisse a mancare la filiale, tanti non tarderebbero a spostare le proprie posizioni». E infine, continuava la lettera: «Non possiamo dimenticare correntisti, azionisti e normali fruitori quotidiani che si vedono privare di un servizio così importante». Quaderni però, oltre a non aver avuto per mesi una banca a disposizione, è da tempo sprovvista anche di una edicola. Inoltre, nella frazione più a sud del territorio villafranchese, dall’ultima tornata elettorale non è uscito, a differenza del recente passato, nessun consigliere residente che possa portare la voce del paese in municipio. •

Nicolò Vincenzi
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