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30.10.2019

Chiesti soldi non dovuti per le esumazioni

Una parte del cimitero di Buttapietra con tombe a terra e loculi
Una parte del cimitero di Buttapietra con tombe a terra e loculi

Il Comune vuole soldi in più per le esumazioni, quando il regolamento non lo prevede. Lo denunciano il consigliere di opposizione Gabriele Filippi, di Alternativa Civica, e l’ex-amministratore Daniele Conti. «In primavera», spiega Filippi, «i familiari di 16 defunti hanno ricevuto una lettera in cui il Comune li informava che i loro parenti morti alcuni decenni fa sarebbero stati dissepolti o tolti dai loculi che occupavano, così come rende possibile la normativa». Il consigliere precisa che nella missiva venivano specificate anche le scelte che, in previsione di tale operazione, dovevano comunicare gli interessati. In pratica, si aprivano per loro due possibilità. La prima era quella di far ricomporre le ossa dei defunti e conservarle in un sacello, sempre all’interno del cimitero comunale. La seconda, invece, prevedeva il ricorso alla cremazione. «La lettera», spiega Conti, «riportava anche un prezzario». Nel caso di mantenimento dei resti nel camposanto era previsto un costo di 250 euro per l’utilizzo del sacello, più 100 euro per la ricomposizione e l’immissione delle ossa al suo interno. La scelta della cremazione, invece, comportava una spesa di 700 euro. A questo, poi, dovevano aggiungersi diritti di segreteria per 14 euro. «Fino a qui non c’è nulla da eccepire», sottolineano i due. «L’esumazione e l’estumulazione delle salme sono pratiche che vengono programmate per recuperare spazio nel cimitero, ed è normale e corretto che i familiari vengano chiamati a pagare le spese ad esse successive». «Il Comune ha però chiesto ai cittadini anche il pagamento di una tassa aggiuntiva iniqua», rimarca Filippi. «A mesi di distanza dei primi disseppellimenti, in particolare io so di casi in cui questa operazione è avvenuta ancora lo scorso maggio, il Comune è tornato impropriamente a battere cassa presso i familiari dei defunti le cui ossa erano state riportate alla luce». Lui e Conti, infatti, riferiscono che la scorsa settimana sono incominciate ad arrivare ai parenti lettere in cui si chiede il pagamento di ulteriori 500 euro, a copertura delle spese per l’esumazione o l’estumulazione. «È vero che il Comune può prevedere di far pagare questi costi, cosa che da altre parti infatti avviene, ma a Buttapietra questo non è possibile; qui c’è un regolamento di polizia cimiteriale approvato dal Consiglio comunale che dice espressamente che queste operazioni, se effettuate in via ordinaria, sono gratuite per i cittadini», dice il consigliere di Alternativa Democratica. «Già lo scorso anno la Giunta comunale ha approvato una delibera che introduceva la previsione di un pagamento, e l’ha confermata con un nuovo provvedimento quest’anno, ma un provvedimento dell’organo esecutivo non può mai derogare quello che dice una deliberazione essunta dall’organo legislativo», precisa. «La cosa che più mi lascia perplesso, lo dico per usare un eufemismo, è che dei 500 euro ora domandati non viene fatta menzione nella prima lettera», dice Conti. «Quello del Comune non mi pare certo un comportamento accettabile: non si possono chiedere pagamenti di cui non si era mai parlato dopo dei mesi», aggiunge. Preannunciando una sua interpellanza formale sul tema, Filippi dice che c’è già chi ha scritto in Comune per contestare le richieste ed invita chi ha ricevuto o riceverà la lettera a leggerla con attenzione ed a chiedere delucidazioni agli uffici competenti. Secondo quanto riferiscono gli stessi uffici, tutta questa situazione è dovuta alla necessità di evitare al Comune di essere chiamato in giudizio davanti alla Corte dei Conti. «All’inizio di quest’anno», spiegano i funzionari, «in un’attività formativa per gli enti pubblici, si è saputo di alcune sentenze di condanna adottate nei confronti di Comuni che non facevano pagare le spese di esumazione ed estumulazione». Lo stesso Comune di Buttapietra, quindi, rischiava di essere chiamato a difendersi davanti alla magistratura contabile. «Considerato che era prossimo l’avvio delle esumazioni, l’unica cosa che potevamo fare era quella di proporre l’adozione di una delibera di Giunta contenente la previsione del pagamento, ed intanto di iniziare a predisporre un nuovo regolamento, che, dovendo passare per il Consiglio, non poteva certo essere approvato in tempi brevi», continuano gli uffici. Che la situazione sia completamente regolare, insomma, non lo si può affermare. Si può dire, però, che le forzature siano state fatte per evitare il rischio che il Comune venga condannato per danno erariale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Fiorin
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