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12.11.2019

Stato di agitazione alla Policella Si teme un cambio di gestione

La casa di riposo Policella di Castel d’Azzano
La casa di riposo Policella di Castel d’Azzano

Stato di agitazione del personale della casa di riposo Policella di Castel d’Azzano, struttura che ospita anziani non del tutto autosufficienti, ma anche persone affette da Alzheimer che necessitano di cure a tempo pieno. Il centro, di proprietà dell’Iciss, acronimo di Istituti civici di servizio sociale di Verona, è gestito dalla Fondazione Pia Opera Ciccarelli che ha sede a San Giovanni Lupatoto e conduce diverse case di riposo nel Veronese. Ma proprio la gestione potrebbe cambiare e da qui nascono i timori dei dipendenti. Alla Policella lavorano una cinquantina di operatori tra assistenti sociosanitari e infermieri dipendenti della Fondazione Pia Opera. Ed è per loro che le sigle Cgil Fp e Csa Ral si muovono. I sindacati, proclamando lo stato di agitazione, hanno chiesto la convocazione in Prefettura di un tavolo che chiarisca il destino della casa di riposo che dispone di 60 posti letti. «Il 31 dicembre», spiega la nota di Cgil e Csa, «scade il contratto di servizio che ha affidato per anni alla Fondazione Pia Opera la gestione della struttura. Gli Istituti civici hanno recentemente creato la Artigianelli servizi srl, di cui entrerà a far parte, quale socio alla pari, l’Istituto assistenza anziani di Verona (casa di riposo, come spiegano i sindacati, con 400 dipendenti, ndr). Scopo e oggetto della società in parola è quello, tra l’altro, di fornire servizi socioassistenziali a favore di anziani e di persone portatrici di handicap,“ anche con la gestione in proprio o per mezzo di soggetti abilitati, di case di riposo, residenze protette”». Da queste ultime righe della delibera di costituzione della società scaturiscono i timori dei sindacati che intuiscono che la neonata società, di cui sarebbe socio alla pari l’Iaa, gestirebbe la residenza Policella. I dubbi aumentano alla luce del fatto che i sindacati dicono di non essere stati coinvolti e che l’operazione sia stata condotta nel più stretto riserbo. Si teme soprattutto che i dipendenti siano costretti a spostarsi in altri centri della Pia Opera. «Che ne sarà dei 60 ospiti, tutti portatori di handicap e non autosufficienti?», continua la nota. «Quale personale assicurerà loro l’assistenza, se Pia Opera ha già comunicato ai lavoratori di Policella una loro possibile ricollocazione nelle altre strutture della Fondazione?». La questione non è banale perché si tratta di pazienti per i quali, per la loro patologia, l’essere seguiti sempre dalle stesse persone è determinante. «Che ne sarà della continuità assistenziale se si decidesse di far assistere ospiti così fragili con altro personale a loro sconosciuto?», proseguono i sindacati. «I parenti degli ospiti sono stati avvisati? Occorrono risposte rassicuranti». Da qui l’annuncio dello stato di agitazione del personale e dell’intenzione di mettere in campo iniziative «a tutela di un servizio di eccellenza che rischia di essere azzerato per scelte poco comprensibili e poco trasparenti». •

Maria Vittoria Adami
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