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30.01.2020

Defunti anche da fuori paese Rimosso il divieto di sepoltura

Tombe al cimitero di Castel d’Azzano
Tombe al cimitero di Castel d’Azzano

Si torna di fatto all’antico con la delibera della Giunta comunale del 9 gennaio. Si chiude così la polemica nata dalla precedente nata il 3 ottobre scorso, con l’atto che imponeva la «sospensione temporanea, per i non residenti nel territorio comunale, di sepoltura nel cimitero di Castel d’Azzano», anche se appartenevano a una delle quattro parrocchie del territorio. La prima delibera di ottobre aveva fatto nascere una forte presa di posizione da parte della minoranza consiliare che l’aveva criticata, chiedendone la revoca, perché contraria alla storia e alla cultura del paese, tra i più piccoli della Provincia per estensione e tra i più alti per densità. Castel d’Azzano infatti era ed è un insieme di più di 20 frazioni che nel secolo scorso si sono saldate urbanisticamente, debordando però con le costruzioni nei territori limitrofi soprattutto di Villafranca e Verona con case, a volte, divise solo da una strada, ma unite dall’appartenenza a una delle quattro parrocchie del Comune e al solo cimitero, quello situato a nord est del paese. Alla presa di posizione dei consiglieri di minoranza, aveva fatto seguito una lettera aperta di Francesco Bonetti, consigliere comunale per 20 anni, di cui 15 come assessore ai lavori pubblici e oltre 10 come vicesindaco, lettera indirizzata a sindaco, giunta, consiglieri comunali e abitanti di San Martino, Scopella e Rizza, frazioni divise tra diverse amministrazioni. Nella parte centrale della lettera, Bonetti criticava così il contenuto: «Nessuna motivazione a sostegno del provvedimento; nessuna pratica spiegazione; nessun cenno sulle soluzioni, se intraprese; nessun cenno sulla durata e scadenza del divieto». Nella nuova delibera di gennaio emergono di fatto tre punti principali, rispetto alla precedente del 3 ottobre: «Criteri per l’ammissione presso il cimitero del comune, avvio delle procedure di estumulazione ed esumazioni e adozione entro il corrente anno del nuovo Regolamento di polizia mortuaria». «Mi sembra che sostanzialmente si ritorni allo stato precedente», commenta Sergio Falzi a nome della minoranza. «Non ci arroghiamo il merito esclusivo di questo finale, tuttavia non vorrei passasse il messaggio che era tutto solo polemica: se sono passati con il rosso ed è andato tutto bene, non significa che è bene passare con il rosso. Credo che abbiamo contribuito a correggere uno sbaglio». Non condivide il vicesindaco Valerio Basalico: «Citando Shakespeare, qui si è fatto molto rumore per nulla. La nostra prima preoccupazione infatti è stata quella di garantire ai cittadini di Castel d’Azzano lo spazio per la sepoltura. Durante il periodo di sospensione, abbiamo messo un po’ d’ordine e sono state programmate circa 300 estumulazioni ed esumazioni la cui concessione era scaduta anche da 20 anni. Pertanto, il problema è risolto. Inoltre, con la nuova delibera abbiamo approvato i nuovi criteri per permettere la sepoltura dei non residenti, andando a risolvere molte situazioni che prima, invece, non erano regolamentate». «Criticità superata», conclude il sindaco Antonello Panuccio. «Conclusa la fase emergenziale che per qualche mese ha reso necessaria la sospensione della sepoltura dei non residenti. Durante questo periodo, però, a nessun cittadino non residente è stata impedita la sepoltura o il deposito delle ceneri presso il nostro Comune». •

Giorgio Guzzetti
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