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15.09.2019

Code infinite tra Ca’ Brusà e La Rizza

Incrocio intasato a causa di chi gira verso l’Alpo, bloccando il transito di chi va verso La Rizza FOTOPECORA
Incrocio intasato a causa di chi gira verso l’Alpo, bloccando il transito di chi va verso La Rizza FOTOPECORA

Code chilometriche, disagi e proteste. L’incrocio fra strada La Rizza e Ca’ Brusà, nel mezzo delle campagne a metà tra Verona e Rizza, è ostaggio di un semaforo interminabile. Si trova all’altezza della pizzeria Aurora e soprattutto nei giorni lavorativi crea file con tempi di percorrenza che arrivano fino a venti minuti. Tempo necessario solamente per superare un incrocio e tornare a casa dopo una giornata lavorativa. Nelle ore di punta, infatti, le 7 del mattino e in maggior misura alle 18, quando tutti rientrano, l’ingorgo è insopportabile. Se ne lamentano i cittadini di Castel d’Azzano che utilizzano quella strada per raggiungere Verona. Ma quello è anche punto di snodo per andare (e tornare) verso la Rizza, Alpo e Vigasio. Arteria principale per chi arriva dalla zona industriale della città e rincasa. Via parallela alla strada provinciale 25 che però, nelle stesse ore, è allo stesso modo parecchio trafficata. Da anni chi la frequenta tutti i giorni chiede una soluzione. In passato erano stati affissi anche dei cartelli per portare avanti una battaglia che avrebbe un’unica soluzione possibile: una rotonda. «Le code», spiega un automobilista che percorre la strada tutti i giorni per andare al lavoro, «a volte vanno dall’incrocio al sottopassaggio dell’autostrada e oltre». Che tradotto in distanza è più di un chilometro di fila fermo in auto. La strada, per altro, è anche molto trafficata dai mezzi pesanti, fatto che rende ancora più complicata la situazione: la mattina in direzione Verona e la sera in direzione Azzano - Rizza. «Essendo una via ad una sola corsia se qualcuno deve svoltare si forma la coda perché dai lati non è possibile passare», aggiunge un residente proprio di Castel d’Azzano. È la posizione dell’incrocio poi a spingere sulla soluzione di una rotatoria: «Non siamo in centro. Ci sono tre campi intorno, in pratica è in mezzo al nulla. Una rotonda aiuterebbe il traffico a non essere così congestionato», prosegue. Ma anche chi quell’intersezione la vive come luogo d’accesso alla propria attività si scaglia contro il soffocante via vai. La titolare del bar-pizzeria all’angolo spiega: «Ho rinunciato ad aprire la mattina presto per le colazioni e i caffè». Paradossale se si pensa al giro che si viene a creare in quell’area. Ma spiega: «Una volta entrati nel nostro parcheggio poi diventa difficile rimettersi sulla strada. Per questo tanti rinunciano a venire». Della rotatoria – l’incrocio si trova nel Comune di Verona – se ne parla da tempo: «Sono qui da otto anni», conclude la titolare, «e da allora sento dire di questa rotonda». C’è pure la questione sicurezza da non trascurare. Tra gli automobilisti che all’interminabile semaforo aspettano per lungo tempo succede che quando scatta il rosso chi ha già impegnato l’incrocio prosegue ma lo fa anche chi è subito dietro per non dover attendere il prossimo passaggio. Questo costringe chi invece ha il via libera nel senso di marcia opposto ad aspettare prima di svoltare. E così, oltre a diventare pericoloso, si intasa ancor di più l’incrocio». •

Nicolò Vicenzi
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