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16.06.2019

Candidate di opposizione insultate sotto casa

Il manifesto della lista di Residori imbrattato e con la svastica
Il manifesto della lista di Residori imbrattato e con la svastica

La richiesta è semplicissima. «La maggioranza, uscita vittoriosa dalle elezioni del 26 maggio e chiamata a governare Mozzecane prenda le distanze pubblicamente, in consiglio, dagli atti incresciosi accaduti a poche ore dalla nomina del nuovo sindaco». É quanto chiedono i consiglieri di opposizione Giancarlo Residori, Silvia Al Zeer, Elena Campedelli e Ciro Cocozza che martedì hanno protocollato una mozione destinata probabilmente ad essere discussa in una delle prossime sedute dell'assemblea pubblica, ma al momento non inserita all’ordine del giorno del prossimo consiglio, convocato per mercoledì, alle 19. Ecco i fatti denunciati nel documento, che i consiglieri hanno tentato di protocollare subito, ancor prima dell’insediamento del consiglio. «Agli uffici municipali ci hanno spiegato che l’operazione non era possibile ma il clima che si è respirato in quelle ore ci ha preoccupato», dicono. La sera di lunedì 27, a spoglio elettorale concluso, dopo la proclamazione del nuovo primo cittadino, Mauro Martelli, c’è aria di festa tra chi ha vinto con grande margine. Qualcuno evidentemente ha esagerato. «Alcune persone non meglio identificate, strombazzato a bordo di una vettura si sono fermate davanti alle abitazioni di alcune componenti, donne, della lista Siamo Mozzecane (uscita perdente, ndr), disturbandole ed insultandole pesantemente, evidentemente per la loro partecipazione alla civica», scrivono i quattro consiglieri che firmano la mozione. Perché non sono stati chiamati i carabinieri? «Le signore erano spaventate; una era sola con i bambini piccoli e d'istinto si è dedicata a calmare i piccoli svegliati dagli schiamazzi. Entrambe le candidate non avevano i mariti in casa, impegnati per lavoro a volte anche in turni di notte», ricostruisce Residori, primo firmatario della mozione che sarà sottoposta all’esame dell’assemblea. I consiglieri condannano l'accaduto ritenuto fatto «inaccettabile e antidemocratico perché è libertà e il diritto di ogni cittadino poter partecipare alle elezioni senza dover subire intimidazioni o insulti gratuiti», rilevano. Poi arriva una denuncia aggiuntiva. «Abbiamo inoltre rilevato che dei cartelloni elettorali della nostra stessa lista, che abbiamo fotografato, sono stati deturpati con disegni volgari sui volti di diversi candidati. Ma quel che è peggio», aggiunge il consigliere, riferendo quanto esposto nella mozione, «è che uno riproduceva addirittura una svastica». Idiozia o provocazione? I consiglieri si interrogano sul peso da dare a questi comportamenti ma «sicuri che l’attuale amministrazione condivida la condanna dell’accaduto, chiedono che tutto il consiglio comunale prenda le distanze da quanto successo» in una campagna elettorale in cui forse qualcuno ha alzato troppo i toni. «La questione non è più di maggioranza o minoranza. Occorre stabilire che ci sono comportamenti inammissibili che tutte le forze politiche devono unanimemente rigettare», conclude Residori. •

Valeria Zanetti
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