Bambini sul web, allerta rischi

Un bambino delle primarie segue una lezione on line
Un bambino delle primarie segue una lezione on line

Senza computer e tablet, in tempo di pandemia, non sarebbe mai stata possibile la Dad, la didattica a distanza. Questa, di conseguenza, ha però messo fra le mani di bambini e ragazzini dispositivi che in pochi instanti si collegano a internet. E quindi, potenzialmente, a tutto un mondo. A fare da argine, soprattutto per i più piccoli, ci sono i genitori. A patto, però, che siano in grado di capire e gestire le nuove tecnologie. Per questo l’assessorato alle politiche sociali, sfruttando un bando regionale, in collaborazione con Opados (Osservatorio permanente adolescenti e studenti) ha organizzato un ciclo di quattro incontri online gratuiti, «Social network drive licence parent», per mamme e papà. Incontri che poi si svilupperanno anche nelle classi villafranchesi. Uno di questi prevede l’intervento della pedagogista Cinzia Marostegan ed è proprio la specialista a spiegare come il lockdown, e quindi il maggior tempo passato a casa magari senza vedere gli amici, e l’impiego della didattica a distanza, abbia reso ancora più necessaria la conoscenza del mondo delle chat e dei social. E perciò anche dei rischi a cui i più giovani sono inconsapevolmente sottoposti. Il percorso inizierà il prossimo 23 febbraio. Il primo incontro virtuale, “Vorrei ma non posto”, sarà con la psicoterapeuta Daniela Panucci. Si parlerà, in particolare, delle dinamiche tipiche del mondo social. Il secondo, invece, con il magistrato Maria Luisa Nitti sarà “Ma io non sapevo”: una riflessione su cosa sia lecito e cosa no su internet. Il corso, poi, prevede l’intervento dell’informatico Paolo De Giglio “Dentro la rete” e quindi della pedagogista Marostegan “I like che valore mi do”. Ci sono tre percorsi diversi, spiegano gli organizzatori, per ogni fascia d’età: i genitori di bambini di quarta e quinta elementare; della secondaria di primo grado e della secondaria di secondo grado. «Ados», spiega la pedagogista che da tempo collabora con il Comune di Villafranca, «nasce per operare con le scuole e con i genitori. Le richieste», aggiunge, «sono diverse perciò abbiamo optato per questa divisione per fasce». Se alle elementari i genitori si chiedono se dare o meno il cellulare ai figli, alle medie le domande e le preoccupazioni sono altre: cosa usano e cosa guardano i loro figli quando sono davanti agli schermi? Ad esempio. «Per questo», dice Marostegan, «mamme e papà devono sapere cosa c’è su internet e conoscere i rischi». C’è un altro aspetto come aggiunge ancora la pedagogista: il bullismo e la durata che può avere un «attacco» verso un compagno di classe o coetaneo. «In classe», spiega, «può durare solo qualche minuto mentre su una chat quel bambino o ragazzino può essere messo all’angolo per un tempo molto più prolungato». Nel suo intervento, poi, parlerà anche delle varie figure del bullismo online: «Oltre al bullo», sottolinea la pedagogista, «c’è ovviamente la vittima, ma anche i “gregari” del bullo e chi, pur senza partecipare, osserva. Nell’incontro si parlerà di cosa fare nel caso in cui ci si trovi in situazioni di questo genere». «Da qualche anno», sottolineano invece le educatrici che collaborano con il Comune di Villafranca, «arrivavano richieste per questo tipo di incontri. La vera sfida è farle sia in classe che con i genitori». In aula il progetto, portato avanti sempre da Opados, si chiama «Pets» e coinvolgerà sia la primaria che la secondaria di primo grado. «L’iniziativa», conclude l’assessore Nicola Terilli spiegando anche come la pandemia abbia rallentato il progetto complessivo, «rientra in un bando della Regione. Grazie a questo abbiamo implementato anche il sito www.informafamiglia.it». I genitori che vogliono iscriversi agli incontri (tutti iniziano alle 20,45, tranne quelli del sabato a cui ci si collega dalle 10) possono farlo chiamando lo 045.6339182, con un messaggio al 366.7505872 o inviando una mail all’indirizzo educatrici comune.villafranca.vr.it. •

Nicolò Vincenzi