Criticità sulla linea Garda-Verona

Autobus stracolmi alla fermata e gli studenti restano a piedi

I mezzi che partono da Garda e Cavalcaselle arrivano già al completo alle fermate di Castelnuovo (alle 6.54) e Bosco di Sona (alle 7)
L’autobus già pieno alla fermata (Pecora)
L’autobus già pieno alla fermata (Pecora)
L’autobus già pieno alla fermata (Pecora)
L’autobus già pieno alla fermata (Pecora)

Autobus che arrivano già stipati alle fermate, con studenti che rimangono a piedi e genitori costretti a trovare soluzioni alternative per non farli arrivare tardi a scuola. Criticità che Atv riscontra su diverse tratte della provincia, soprattutto in questi primi giorni di entrata in vigore dell’orario scolastico, ma che sembrano interessare in particolar modo la linea 164 Garda-Verona, tornata nel mirino con diverse segnalazioni pervenute anche a L’Arena. 

Bus stipati di studenti già all'arrivo a Castelnuovo e a Bosco di Sona

Nonostante l’autobus doppio che parte alle 6.13 dall’autostazione di Garda e il bis della corsa con partenza da Cavalcaselle alle 6.50, entrambi i mezzi arrivano già al completo alle fermate di Castelnuovo (alle 6.54) e Bosco di Sona (alle 7). «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) il primo bus non si è nemmeno fermato e il secondo era talmente stipato che è riuscito a salire solo un ragazzo, con tutti i problemi di sicurezza del caso, mentre altri, tra cui mio figlio, sono rimasti a piedi», racconta Lilly, mamma di un ragazzo che frequenta il quarto anno in una scuola superiore di Verona e prende l’autobus a Bosco di Sona. La stessa situazione si è verificata anche martedì e mercoledì, mentre il primo giorno di scuola il giovane è riuscito a salire «probabilmente perché, come primo giorno, alcune classi hanno iniziato più tardi», riferisce la mamma.

Soluzioni alternative: mezzi privati e bus bresciani

La soluzione tampone, nel caso di questa famiglia, è stata accettare di mandare il ragazzo a scuola in motorino, con tutte le preoccupazioni annesse. «Lo guida solo da quest’anno, lo lascio andare ma con l’ansia, ogni tre minuti controllo l’applicazione Gps del telefono per vedere dove si trova», aggiunge la mamma. «Altri ragazzi optano per i bus della compagnia bresciana, rischiando di prendere la multa, non avendo l’abbonamento, altri prendono l’altro di Atv che passa un’ora dopo, altri ancora vengono accompagnati dai genitori. Ma se paghiamo un servizio perché non ci viene garantito?», chiede, condividendo il pensiero di altre mamme e papà. Disagi vissuti anche qualche chilometro prima, alla fermata di Castelnuovo.

«Anche questa mattina mio figlio e due suoi compagni hanno dovuto prendere un altro autobus perché quelli di Atv erano pieni», conferma Emanuela, riportando il disagio di altre famiglie, «ma arrivati a Verona hanno perso la coincidenza arrivando tardi a scuola». 

Studenti a Bosco di Sona in attesa del passaggio dell’autobus dell’Atv (foto Pecora)
Studenti a Bosco di Sona in attesa del passaggio dell’autobus dell’Atv (foto Pecora)

Lamentele di genitori e studenti: «Quali garanzie?»

Lamentele che in questi giorni sono piovute negli uffici di Atv. Già da ieri sulla linea 164 è stato messo un servizio aggiuntivo per il ritorno alle 14.15 da Verona a Cavalcaselle, dove pure si segnalavano problemi di capienza. «Ora l’azienda sta contattando un operatore privato per vedere se c’è la possibilità di subaffidare un’ulteriore corsa bis da Cavalcaselle a Verona oltre a quella che già c’è alle 6.50», rende noto Atv, spiegando che la difficoltà non riguarda tanto la carenza di mezzi, quanto di personale, per cui «stiamo cercando di sopperire bandendo concorsi».

Atv lavora a possibili soluzioni

Oltre alle soluzioni già annunciate per risolvere il sovraffollamento sulla linea 164 negli orari scolastici, Atv sta portando avanti anche un dialogo con Arriva Italia, che ha inglobato l’ex Sia di Brescia. L’obiettivo è trovare una soluzione che riesca a garantire una migliore e più conveniente integrazione dei servizi offerti dalle due aziende. Da un lato infatti l’azienda bresciana offre più corse, avendo da tempo la concessione della tratta Desenzano-Verona a cui si affiancano, varcato il confine a Peschiera, le linee di Atv. Più corse che però sono poco sfruttate, perché in territorio veronese viene preferito l’abbonamento Atv, inferiore e comprensivo del servizio urbano per circolare a Verona.

Katia Ferraro