Anche il sindaco finisce in isolamento

Il sindaco Roberto Dall’Oca con il suo vice Francesco Arduini
Il sindaco Roberto Dall’Oca con il suo vice Francesco Arduini

Il covid bussa anche alla porta del sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca. E del suo vice, Francesco Arduini. Il primo cittadino, infatti, è in quarantena a casa e ci resterà fino a giovedì prossimo quando effettuerà il secondo tampone molecolare. Attualmente Dall’Oca è risultato negativo al test, ma il contatto con un familiare positivo, l’ha costretto fra le mura domestiche. E così sarà per ancora altri setti giorni, almeno. Il familiare del sindaco, comunque, è asintomatico ed è risultato positivo dopo un giro a tappeto di test eseguito a inizio settimana. «Non ci saremmo mai accorti», spiega Dall’Oca sottolineando anche quanto questo virus sia subdolo. Ora in casa la persona risultata positiva resta isolata dagli altri componenti della famiglia, come da prassi in questi casi. Il test a cui è stato sottoposto il primo cittadino ha fatto rientrare l’allarme anche in municipio. La positività del sindaco, infatti, avrebbe fatto scattare i protocolli in tutta la struttura imponendo anche la sanificazione dell’edificio. Nel caso di contagio al covid, poi, le misure preventive-oltre alla famiglia-avrebbero colpito anche assessori, consiglieri e staff, tutti inevitabilmente entrati in contatto con Dall’Oca che in questi giorni lavora e coordina le quotidiane attività da sindaco direttamente da casa. Ma anche il suo vice, Francesco Arduini, è stato colpito dal virus. Lui, infatti, è ancora in isolamento dopo essere risultato positivo al test molecolare. «Ho fatto il tampone quando mi sono accorto che non sentivo più i sapori», spiega. Lì è scattato il primo campanello: «E quindi mi sono messo da subito in quarantena già prima di aspettare il risultato. La paura era di contagiare i miei genitori anziani». Anche per Arduini il lavoro, sia professionale che amministrativo, continua con videochiamate, conferenze telematiche e il telefono sempre in mano. Ora il vicesindaco dovrà attendere almeno fino a lunedì, o al massimo martedì prossimo, per effettuare, da prassi, il secondo molecolare. Se il test darà esito negativo potrà riprendere la vita sociale di prima. «Questo è un virus strano. Io per fortuna non ho mai avuto altri sintomi, sto bene e anche olfatto e gusto pian piano stanno tornando. Sapevo che sarebbe stato un processo lungo, ma sentendo le notizie che ci arrivano non c’è da stare tranquilli». E poi aggiunge: «Voglio dire a tutti di seguire le regole di comportamento. Usare le mascherine e i dispositivi di protezione. Evitare gli assembramenti perché è l’unico modo per vivere più serenamente il prossimo futuro». La politica villafranchese è alle prese con il virus da un po’. Giovedì scorso, infatti, era saltato anche il consiglio comunale in programma, anche se mai ufficializzato. Oggi il presidente del consiglio comunale Lucio Cordioli deve essere sottoposto al test del tampone, dopo aver trascorso la sua quarantena perché positivo. Ora, però, bisogna capire come verrà gestita la prossima seduta. Questa, che dovrebbe tenersi entro la fine del mese, potrebbe infatti ritornare in forma completamente online oppure ibrida con alcuni consiglieri in videoconferenza e altri in presenza. Così era successo anche nel pieno della prima ondata, la primavera scorsa, mentre in estate, e fino al consiglio dell’ottobre scorso, tutti i politici villafranchesi erano nelle loro postazioni in sala. Per poter mantenere le distanze, poi, erano stati limitati i posti per il pubblico e le sedute erano state spostate in modo da poter mantenere le distanze di sicurezza. In municipio, infine, sono già stati installati, sia all’entrata principale che in quella secondaria di via Rinaldo, i termoscanner. Chiunque accede alla struttura, infatti, deve avvicinarsi all’apparecchio che prova la temperatura: il colore verde nell’immagine dà il via libera. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nicolò Vincenzi