All’Ipab Bertoli di Bagnolo 24 positivi su 46 ospiti

Nella prima ondata della scorsa primavera il virus non era entrato alla Cesare Bertoli di Bagnolo di Nogarole Rocca, ex isola felice tra le Ipab veronesi, che al Coronavirus avevano pagato un prezzo altissimo. Ma dal fine settimana la situazione ha preso tutt’altra piega. Ieri il presidente della casa di riposo, Pino Caldana, riferiva degli esiti dei tamponi effettuati nelle ultime ore, su tutti gli ospiti. E il quadro questa volta è preoccupante. «Abbiamo 46 degenti in totale e di questi 24 sono positivi. Per ora stanno quasi tutti bene e non mostrano particolari sintomi. Solo uno è ricoverato al Magalini di Villafranca, non mi risulta sia in terapia intensiva», dice. Il primo contagiato, una decina di giorni fa, è stato un operatore. «Sono iniziati così i tamponi su tutto il personale e sugli anziani. Due infermiere sono positive. Intanto si elaboravano i risultati dei test sugli ospiti. Lo scenario si è completato tra venerdì e sabato, quando dall’Ulss sono arrivati tutti gli esiti», spiega Caldana. Man mano che la Bertoli riceveva le risposte si procedeva agli isolamenti, che inizialmente hanno riguardato cinque o sei pazienti. «Li avevamo sistemati nei locali che ospitavano gli uffici, dato che gli amministrativi sono a casa in smart working», ragiona. Gli spazi sembravano sufficienti. «Ora invece abbiamo un piano intero diviso dal resto della casa di riposo, con entrata autonoma e porte tagliafuoco», aggiunge. I negativi sono invece disposti su un piano e mezzo covid free. «Ho provveduto personalmente ad avvisare i parenti sull’evolversi della situazione. Le loro visite non sono più consentite. L’unico contatto possibile con gli anziani della struttura è tramite videochiamata», afferma. Caldana non si spiega come il Covid sia potuto entrare. «Abbiamo usato sempre tutti i dispositivi previsti dai protocolli e rispettato le procedure. Abbiamo anche fatto scorta nei mesi scorsi di maschere e camici. Eppure, è successo», allarga le braccia. L’unica consolazione è che non si segnalano situazioni gravi. «Gli ospiti stanno bene. Speriamo che la situazione si mantenga stabile e si risolva presto», auspica. Intanto urge trovare personale per sostituire i tre addetti in quarantena. L’Ipab ha già preso contatto con agenzie interinali. «Mi auguro che regga anche il medico della struttura a fronte di un aggravio di lavoro».

VA.ZA.