SAN MARTINO B.A.

Villa d’Acquarone
è stata venduta
A chi? È mistero

Villa d’Acquarone, nella tenuta della Musella a San Martino Buon Albergo
Villa d’Acquarone, nella tenuta della Musella a San Martino Buon Albergo
Villa d’Acquarone, nella tenuta della Musella a San Martino Buon Albergo
Villa d’Acquarone, nella tenuta della Musella a San Martino Buon Albergo

La settecentesca villa d’ Acquarone, all’interno della tenuta Musella a San Martino Buon Albergo, è stata venduta. Il nuovo proprietario è un ex ospite che ha più volte soggiornato nella dimora frequentata da chi si ferma per affari o vacanza a Verona. «È straniero. Già tre anni fa era interessato all’acquisto della residenza, che diventerà casa sua e che intende riportare all’antico splendore», spiega Zeno, erede, assieme al fratello Vittore, del duca Luigi Filippo d’Acquarone e della duchessa Maria Emma De Luca.

Luigi Filippo, che morì nel 1993, fu detto il «duca rosso», perché si iscrisse alla locale sezione del Pci e protesse la tenuta dalla cementificazione. Maria Emma, morì nel 2004. Ai funerali laici della duchessa, celebrati in Musella, partecipò anche l’editrice Inge Feltrinelli. La duchessa accolse nella tenuta alcuni autori presenti al Festival della letteratura di Mantova, più riservato della Fiera del libro di Torino.

I d’Acquarone - Zeno è consulente finanziario, Vittore è avvocato - non rivelano nè l’identità del compratore né il prezzo concordato. Oggi, nell’edificio d’epoca, sono disponibili 16 posti letto in cui hanno alloggiato, tra gli altri, russi, mediorientali, americani, inglesi e tedeschi.

IL COMPLESSO di villa d’ Acquarone comprende 4.000 metri quadrati dell’abitazione principale, in cui si trovano le camere; 3.000 metri quadrati delle pertinenze, di cui si può già cambiare la destinazione d’uso; 40 ettari del parco all’italiana, in cui si può già ricavare un campo di golf. «Abbiamo già perfezionato il contratto definitivo di compravendita», aggiunge Zeno d’Acquarone, «tuttavia, essendo l’intera tenuta Musella protetta da vincoli, il nuovo proprietario potrà disporre liberamente dei propri beni soltanto dopo che saranno passati 60 giorni, a partire dalla settimana scorsa, entro cui lo Stato potrà esercitare il diritto di prelazione, rilevando eventualmente villa d’Acquarone perché d’interesse pubblico». Giusto un anno fa, i d’Acquarone cercavano un socio di maggioranza disposto a investire nella conservazione e valorizzazione della dimora, approfittando dell’andirivieni di turisti a Verona, perché è pur sempre una casa e non un mausoleo. Finchè non si è ripresentata la vecchia conoscenza che ha confermato la permanenza ad oltranza nella lussuosa residenza.

Stefano Caniato