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10.10.2019

Villa della Torre,
un Palazzo Te
in Valpolicella

Palazzo Te e Villa Della Torre, nel segno di Giulio Romano.

Nelle celebrazioni per il decennale dell’acquisto della villa veneta da parte di Marilisa Allegrini, non poteva mancare una serata dedicata alle analogie con il celebre monumento commissionato da Federico II Gonzaga, al quale villa della Torre è accomunata non solo dal nome di Giulio Romano.

A Fumane è andato dunque in scena un incontro sugli impianti dei modelli vitruviani che avvicinano le strutture e che hanno ispirato la caduta dei Giganti (Palazzo Te) e i camini zoomorfi (Villa Della Torre), le peschiere attraversate da un ponte e le spettacolari enfilade, fino al peristilio presente in entrambi gli edifici, pur con evidenti differenze stilistiche.

 

«Abbiamo sempre cercato dei legami tra queste due realtà bellissime – ha ricordato Marilisa Allegrini, presidente del gruppo vitivinicolo Allegrini - Abbiamo capito una volta di più che i punti di contatto ci sono veramente, che Villa Della Torre è un piccolo Palazzo Te e che dobbiamo procedere nelle nostre ricerche e nei nostri studi».

A Massimo Bulgarelli, docente di Storia dell’architettura allo Iuav, è stata affidata una disamina analitica delle strutture: «Ci sono degli elementi che fanno pensare a una conoscenza diretta di Palazzo Te da parte di chi ha progettato Villa Della Torre – ha spiegato -. Anzi, vi si può forse riscontrare proprio la presenza di Giulio Romano, uno degli architetti più inventivi del Cinquecento italiano».

La studiosa Linda Wolk-Simon ha invece proposto un viaggio tra arte, sesso e divertissement nel lavoro di Giulio Romano, ciò che caratterizza in particolare la mostra di Palazzo Te, come sottolinea il direttore della Fondazione Stefano Baia Curioni: «Tutta la città di Mantova dedica un anno a Giulio Romano. Abbiamo avuto per la nostra mostra ‘Arte e desiderio’ prestiti straordinari dai più grandi musei del mondo e siamo contenti di celebrare in particolare questo filone della sua produzione».

 

 

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