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26.06.2020

Valpolicella alla prova del traffico

Traffico sulla statale del Brennero   FOTO PECORA
Traffico sulla statale del Brennero FOTO PECORA

I Circoli Pd della Valpolicella chiedono alle amministrazioni dei Comuni della Valpolicella storica (Dolcè, Fumane, Negrar, Sant’Ambrogio, Marano, Pescantina, Sant’Anna D’Alfaedo e San Pietro in Cariano) di istituire un tavolo tecnico e politico composto da amministratori, tecnici comunali e professionisti per redigere un piano per l’intera area in tema di mobilità sostenibile e di uso dello spazio urbano, valutando tutte le soluzioni possibili e raccogliendo spunti da comitati di frazione, parti sociali e associazioni che già si occupano di questi temi. Nel nome della collaborazione attiva e della partecipazione. Chiedono che non si pensi più solo alle auto private, in Valpolicella, per gli spostamenti tra paesi oppure come unici mezzi per andare al lavoro o a scuola e per sbrigare commissioni. Il vento secondo il Pd deve cambiare, così come modi di pensare e abitudini di amministratori e cittadini. La richiesta formale d’istituire il tavolo l’hanno spedita da tempo, insieme a documentazione tecnica e punti da cui iniziare, i membri del gruppo Infrastrutture Valpolicella nato l’anno scorso e costituito da ingegneri, architetti, geologi e altri professionisti che fan parte per impegno politico dei circoli valpolicellesi Pd: Davide Padovani, Cristiano Mastella, Paola Boscaini, Uranio Perbellini, Bruno Bussola, Renzo Speri, Armando Caprini e Silvano Zanoni. Sono al lavoro dall’autunno 2019, ben prima dell’emergenza Covid-19, per ripensare la mobilità da Dolcè fino a Negrar a beneficio della sicurezza, dell’ambiente, degli stili di vita e della salute. Nel frattempo in Valpolicella, nelle fasi successive all’emergenza sanitaria, si è riaperto il dibattito sulla mobilità e sullo stato di strade, percorsi ciclabili, zone pedonali dal punto di vista della percorribilità e fruizione. Tant’è che anche le sezioni locali di Fiab e Legambiente hanno inviato una lettera, sempre agli otto Comuni, con un decalogo di azioni per lo sviluppo della mobilità ciclistica. PROBLEMI «Ci poniamo un obiettivo ambizioso», spiega Bussola, «ossia far sedere attorno a un unico tavolo per la Valpolicella tutti gli attori che hanno un ruolo primario in questo ambito». L’idea è di arrivare a una mobilità sostenibile nei paesi e lungo le principali strade di collegamento, nei quartieri residenziali dove vivono le famiglie e nei percorsi ciclopedonali. «Dopo il lockdown dovuto al Covid-19 e la ripresa, ci aspettiamo un peggioramento del traffico», continua Bussola. Non andrà meglio nemmeno sul fronte del trasporto pubblico, secondo Boscaini: «Cosa accadrà a settembre a San Pietro in Cariano, dove si concentrano molte scuole del territorio, quando ragazzi e giovani torneranno finalmente in classe ma non sappiamo ancora come, se a turni e con quali servizi pubblici?», si chiede Boscaini. «Scuole, ospedali, luogo di lavoro: attorno a questi luoghi, fondamentali per la vita quotidiana e attrattori di traffico, deve svilupparsi un dialogo che porti a soluzioni concrete di miglioramento degli spostamenti. Per i Comuni il momento di agire è adesso». Concorda su tutta la linea Padovani: «Il tempo stringe, occorre iniziare ora a fare interventi piccoli, ma unitari, per massimizzare il risultato generale». INTERVENTI Il gruppo Infrastrutture del Pd Valpolicella propone alle amministrazioni di istituire il tavolo e partire con un «Piano di azione per la mobilità urbana post Covid» e una «Rete di mobilità di emergenza» (Rme), ossia strumenti tecnici da usare per mettere in campo azioni pratiche, utili alla popolazione e sostenibili anche sul fronte finanziario. FIN DA SUBITO Tra le regolamentazioni soft, a basso costo e rapida attuazione, elenca diverse soluzioni: limiti di velocità a 30 o 10 chilometri orari in strade residenziali interne e di quartiere, da destinare in preferenza alla percorrenza di pedoni e ciclisti; itinerari ciclopedonali complementari e paralleli a quelli per le auto; percorsi ciclabili in sicurezza a lato delle carreggiate stradali laddove ci sia spazio; zone protette attorno agli edifici scolastici; zone a traffico limitato (Ztl); soste regolamentate e corsi preferenziali. «Abbiamo già fornito ampia documentazione su tutto questo e sulla Rme, siamo a disposizione per proseguire con impegno il lavoro», continua Padovani. «Vogliamo andare avanti insieme ad amministrazioni e tecnici, evitando la frammentazione tra comuni», conclude Bussola. «È tempo di ragionare, e agire, in modo unitario». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Camilla Madinelli
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