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18.02.2020

Traffico e pesticidi: le questioni aperte in Valpolicella per il riconoscimento Unesco

Vigneti in Valpolicella: la Regione vara una nuova regolamentazione per l’uso dei fitosanitari
Vigneti in Valpolicella: la Regione vara una nuova regolamentazione per l’uso dei fitosanitari

La Valpolicella è candidata a diventare patrimonio dell’Unesco, ma a che punto siamo con l’uso di pesticidi in viticoltura? La Giunta regionale si è impegnata a garantire ogni sostegno per finanziare la presentazione della candidatura delle tecniche di appassimento di Amarone e Recioto, con relativa valorizzazione dell’area di produzione vinicola. Dopo le terre venete del Prosecco, dunque, potrebbe toccare a quelle dell’Amarone e del Recioto entrare nei siti riconosciuti dall’Unesco per il loro alto valore a livello mondiale. Ma in attesa del grande evento, che lusinga i residenti e rende merito ai viticoltori, almeno due problemi da tempo assillano chi vive in Valpolicella e danno grattacapi agli amministratori locali: il traffico elevato sulle principali arterie che attraversano i comuni, con strade al limite del collasso, e la serena convivenza tra campi coltivati a vigneto e centri abitati. In pratica, tra economia del vino e vita quotidiana. Proprio su questo fronte arriva, sempre dalla Regione, una stretta sul loro uso. In nome della salute dell’uomo e dell’ambiente.

 

INDIRIZZO REGIONALE. Sull’uso dei pesticidi in agricoltura la giunta del Veneto ha deciso di dettare nuove linee guida generali, di cui dovranno tener conto regolamenti comunali e intercomunali, e soprattutto di inasprire le limitazioni vicino a luoghi altamente sensibili come scuole e servizi educativi, ospedali, parchi e aree gioco per bambini, centri parrocchiali, residenze per anziani. È tutto nella delibera di indirizzo emessa dalla Giunta lo scorso luglio, delibera in cui il corretto impiego dei prodotti fitosanitari viene definito «un impegno e un dovere di tutti, anche attraverso le tecniche della produzione integrata e biologica, con il fine di contemperare la tutela della salute, la biodiversità, la salvaguardia dell’ambiente e del territorio con le esigenze di chi lavora e produce». Il testo impone ai Comuni di stabilire, insieme alle Ulss, le zone da proteggere e indica prescrizioni non derogabili. Nelle aree comunali frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili dispone che le misure di controllo alternative ai prodotti chimici rappresentino la scelta prioritaria. L’intento alla base sarebbe invertire la rotta una volta per tutte, visto che, dati alla mano, in certe aree del Veneto si arriverebbe a 12 chili per ettaro di pesticidi contro i cinque della media nazionale.

 

POSIZIONI DI CATEGORIA. Coldiretti e Confagricoltura plaudono agli indirizzi indicati dalla Regione, frutto di un tavolo di lavoro sulla viticoltura sostenibile. «Coldiretti è pienamente d’accordo sulle misure restrittive in riferimento ai siti particolarmente sensibili e alle sostanze rischiose per la salute umana», afferma il presidente di Coldiretti Verona, Daniele Salvagno. Solleva perplessità, invece, sulle indicazioni legate all’introduzione di una fascia di 15 metri riducibile a cinque per tutti i prodotti fitosanitari, senza distinzione tra quelli effettivamente pericolosi e altri. Inoltre, Coldiretti punta l’attenzione a livello nazionale e ricorda che la materia si collega alla norma dettata dal Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Pan), in corso di revisione. «È importante attendere la nuova stesura del Pan», conclude Salvagno. Anche Confagricoltura è favorevole alla nuova regolamentazione regionale sull’utilizzo di fitofarmaci in agricoltura, e in particolare la viticoltura.

«Le limitazioni riguardanti i siti altamente sensibili ci vedono d’accordo», sottolinea Christian Marchesini, presidente regionale e vicepresidente nazionale dei viticoltori di Confagricoltura. «È giusto ci sia particolare attenzione per certe aree, così come è giusto il rispetto del Pan». Marchesini, però, sottolinea che i viticoltori «hanno migliorato negli ultimi anni le pratiche agronomiche, riducendo i prodotti e le quantità degli stessi e facendo sempre più ricorso a fitosanitari a basso impatto ambientale. Purtroppo, a livello comunitario è stata ridotta la possibilità di utilizzare principi attivi diversi. Così l’agricoltura e la viticoltura stanno soffrendo, in questo momento, per la carenza di principi attivi in grado di combattere insetti alieni come la cimice asiatica e la drosophila». •

Camilla Madinelli
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