Tesi di laurea riscopre Tonuti, amico di Pasolini

Antonio (Tonuti) Spagnol
Antonio (Tonuti) Spagnol

Antonio (Tonuti) Spagnol, poeta friulano poco noto anche pregevole, è stato un allievo e amico caro di Pier Paolo Pasolini. La vedova di Tonuti, Ida Radaelli, ha voluto istituire, con i Maestri del lavoro di Verona, una borsa di studio, in memoria del marito, per studenti meritevoli e bisognoso di sostegno finanziario per continuare gli studi. Quest’anno, la figura del poeta Tonuti è stata delineata, con ricerche appassionate, nella tesi di laurea del pescantinese Massimo Zanoni, ricerca dal titolo «Tradizione ed interpretazione dei testi letterari», con relatore il professore Giuseppe Sandrini e correlatore la professoressa Giulia Perosa. Il giovane si è laureato alla facoltà di Lettere dell’Università di Verona. L’antologia Poesia dialettale del Novecento, curata da Pier Paolo Pasolini e Maria Dall’Arco, cita, nell’introduzione, i poeti della «Accademiuta di Lenga Furlana», da lui fondata negli anni Quaranta, a Casarsa della Delizia, nel periodo più cruento della Seconda guerra mondiale. E proprio nella sua apertura, il regista cita Tonuti Spagnol, uno dei più giovani membri del gruppo, che esordisce a soli 14 anni, sul primo numero dello Stroligut con il racconto Jo i soi un contadin t mus. Zanoni, grazie alla disponibilità della vedova Redaelli, per la tesi ha frugato e investigato fra le carte e i manoscritti dell’ex dirigente assicurativo Tonuti e ne ha ricavato una storia di vita e di cultura a dir poco magistrale ed affascinante. Tant’è che tutta la sua tesi universitaria è racchiusa e confermata nella capacità descrittiva e culturale dell’allievo vissuto in gioventù a Versutta nel paese natale della madre Susanna Colussi. Il giovane e promettente Spagnol aveva attinto al bagaglio di insegnamenti del grande maestro e ancor vuoto e sgombro di sapere (una nota ricorrente di Tonuti era: eravamo tanto ignoranti), aveva riempito la tabula rasa del suo intelletto e aveva fagocitato tanta cultura come un lupo famelico. Pasolini scrisse: «E non è da tacersi Tonuti Spagnol che ha cominciato a scrivere da “soranel”, contadinello, dimostrando di essere, in qualche breve lirica, un fatto di sensibilità e intonazione, laddove poeti incolti del suo tipo sono sentimentalismo e orecchio». Tonuti cresce culturalmente grazie anche alle letture di Montale, Ungaretti, Gatto e Dante, senza mai perdere di vista le letteratura nostrana conservata anche nelle filastrocche degli anziani. Spagnol inizia quindi a scrivere poesie proprio nel 1944 e nel 1949 vince l’edizione del premio letterario organizzato dall’Accademiuta e dedicato alla memoria di Guido Pasolini. Nel 1948 le strade di Pasolini e Tonuti si separano. In una lettere del 1959 Pasolini scrive: «Lo scriverti mi riesce molto difficile, quasi angoscioso: e tu capisci perché, la nostra amicizia, quegli anni, quelle estati e quegli inverni, la prima gioventù, quei sentimenti così assoluti, e, forse, il momento più alto della mia vita. Perdonami quindi questa specie di sgarbato silenzio, che è invece terrore di guardare indietro». I due hanno modo di parlarsi negli anni Sessanta, attraverso brevi telefonate durante le quali progettano di incontrarsi in questo o in quell’altro luogo. Quegli incontri tuttavia non avverranno mai e Pasolini manterrà sempre quell’involontario «sgarbato silenzio». Ma Tonuti non smette mai di scrivere. Trova un dattiloscritto di Pasolini, da lui sempre conservato nel suo studio. All'interno la traduzione italiana delle poesie che lo stesso Pier Paolo Pasolini aveva selezionato per pubblicare con il titolo: La Cresima, poesie friulane di Tonuti Spagnol. Spagnol darà alle stampe Tonuti Spagnol racconta il Pasolini friulano, uscito postumo nel 2018, nel quale appellandosi ai suoi ricordi Tonuti offre, oltre al racconto di una meravigliosa amicizia, anche una rara e preziosa testimonianza degli anni friulani del regista. Antonio Spagnol muore il 4 novembre 2017 lasciando notevoli scritti, carteggi, materiale poetico e letterario di indubbio interesse, conferma Zanoni, uomo di cultura ed insegnante di professione. «Grazie all’Università di Verona e a Ida Redaelli», conclude Zanoni, «ho scoperto Tonuti, un uomo appassionato della cultura e della vita friulana così tanto vissuta ed amata da Pasolini». •

S.BA.