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13.06.2020 Tags: Negrar di Valpolicella

Mascherine vendute
troppo care, Finanza
in farmacia a Negrar

Le mascherine sequestrate: erano poste in vendita a prezzo non calmierato
Le mascherine sequestrate: erano poste in vendita a prezzo non calmierato

Operazione della Guardia di finanza scaligera alla farmacia Valpolicella di Santa Maria di Negrar, nell’ambito dell’emergenza sanitaria in atto.

Nel punto vendita sono state sequestrate 11.750 mascherine chirurgiche messe in vendita a prezzi non calmierati, ossia a 1,20 euro invece che 0,61 a singolo pezzo. Di fatto, a un prezzo doppio rispetto a quello stabilito dal commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 in un’ordinanza del 26 aprile per questa tipologia di prodotti.

 

La posizione del titolare della società Effelunga, che gestisce la farmacia nella frazione di Negrar. è al vaglio della Procura della Repubblica di Verona, che ha subito convalidato il sequestro della merce e che ora dovrà valutare se la condotta sia passibile di sanzione penale. La violazione delle previsioni contenute nel provvedimento del Commissario straordinario, infatti, è punita come «inosservanza dei provvedimenti dell’autorità» ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale.

Intanto però, tramite il suo legale, la società Effelunga sostiene di essere stata truffata dal rivenditore in merito alle mascherine finite nell’occhio del ciclone e cioè di aver accertato per suo conto che queste non rientrerebbero tra quelle chirurgiche e pertanto vendibili a prezzo imposto.

 

DIVERSO invece l’esito degli accertamenti dei finanzieri in Valpolicella, che hanno portato al sequestro delle oltre 11mila mascherine. L’intervento è stato effettuato dai militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Verona al termine di uno dei controlli compiuti in questi giorni. Stando a quanto riportato dalle Fiamme Gialle, entrando in farmacia i finanzieri hanno notato in un espositore numerose confezioni di mascherine di tipo chirurgico - da 50 pezzi ciascuna - poste in vendita al prezzo unitario di 1,20 comprendente di Iva. Hanno quindi richiesto e verificato la documentazione di dettaglio, finendo per riscontrare che i prodotti erano conformi ai requisiti di prestazione indicati nel documento Uni En 14683 dell’ottobre 2019

. Nessun dubbio per i finanzieri: tali requisiti classificano le mascherine tra i prodotti cosiddetti di «Tipo I», per i quali il prezzo finale di vendita al consumo dal 26 aprile scorso non può essere superiore a 0,61 euro Iva inclusa. Negli ultimi tre mesi, vale a dire da quando è scattata l’emergenza sanitaria per fronteggiare il Covid-19, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro diverse decine di migliaia di mascherine nonché 36mila dispositivi di protezione individuale e 38mila dispositivi medici. •

Camilla Madinelli
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