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09.06.2019

«Sei più», ma il Circolo si merita un nove

Laura Marchesini è una catechista ed è presente nel Noi di Bure dal giugno 2003, anno di fondazione del Circolo, di cui ha firmato anche l’atto costitutivo, quando il parroco era don Gianfranco Salamandra. Nella frazione di San Pietro in Cariano, nel cuore della Valpolicella, il Noi è il punto di riferimento. Si può dire che tutto ruoti attorno al Circolo. Che si merita abbondantemente il «Sei più» dato a suo tempo dai giovani, anche se in realtà quel voto è riduttivo rispetto a quanto viene fatto dai volontari. Che vale un bel nove. «Abbiamo a disposizione parecchi ambienti», spiega Laura, «a piano terra c’è il salone bar mentre al piano superiore abbiamo le stanze, nelle quali si tiene il catechismo, e due sale con i giochi per bambini. Abbiamo anche in uso, dal Comune, la piastra per pallavolo, basket e calcetto. Utilizziamo anche la palestra, che si trova sotto l’asilo comunale, dove si fa scuola di danza aggregata a noi e alla Polisportiva: infatti chi si iscrive al Noi è, automaticamente, iscritto alla Polisportiva. «Possiamo usare anche le stanze della parrocchia, e accanto alla chiesa c’è il teatro sempre a nostra disposizione. Guidata da una nota compagnia, è attiva una scuola di teatro per bambini. E poi ci sono le strutture esterne, il tendone di fianco alla canonica, una struttura stabile dove si svolgerà il Grest e, in caso di pioggia, ci si può riparare». Qual è il suo ruolo nel Circolo? «Sono il tesoriere ma svolgo anche le funzioni di segretaria. Il rapporto con la parrocchia è ottimo e don Francesco, presidente del Circolo, è sempre disponibile ed aperto a tutte le iniziative». Il Circolo Noi ha un suo programma operativo durante l’anno? «Senz’altro. Voglio ricordare che il Circolo è aperto perché i ragazzi possano avere un punto di riferimento. Di consuetudine tutte le nostre iniziative sono rivolte ai ragazzi; in primis ricordo la scuola di teatro per ragazzi divisi in due età e istruiti da una compagnia teatrale esterna, molto conosciuta. Il primo gruppo comprende le elementari fino alla prima media, l’altro i ragazzi dalla seconda in poi. Gli iscritti? Una quarantina. Le lezioni si tengono nei pomeriggi feriali disponibili, da ottobre ad aprile, e si concludono con lo spettacolo dei ragazzi. Durante l’inverno, poi, offriamo cinque-sei rappresentazioni per i bambini. È uno spettacolo molto seguito: bisogna prenotare i posti, visto che il teatro ha solo 130 posti». Il teatro viene usato anche dagli adolescenti: «Anche loro presentano delle commedie perché una delle loro attività aggregative è proprio questa. In occasioni particolari proponiamo conferenze, facciamo presentazione di libri. Sempre in teatro, naturalmente. Il sabato, spesso, promuoviamo incontri con le famiglie e i loro figli. Si mangia una pizza e poi i ragazzi salgono al piano di sopra a giocare mentre i genitori si incontrano e rinsaldano l’amicizia». Esistono altri momenti aggregativi? «Uno degli eventi fondamentali è la Festa dell’Assunta - Sagra dell’anguria, organizzata dal Comitato Sagra. Il Noi è aperto e dà la disponibilità con turni di volontari per i dieci giorni. Ogni sera ci sono migliaia di persone, che arrivano anche da fuori provincia. Oltre ai 200 volontari che prestano il loro servizio c’è un gruppo di 70-80 bambini volontari ben preparati che, con una loro divisa, fanno la raccolta differenziata delle immondizie». Laura Marchesini ricorda anche le iniziative per San Martino, il patrono: «Facciamo una piccola festa con vino novello e castagne». Altro momento sportivo-aggregativo, organizzato dalla Polisportiva tra maggio e giugno è la gita in moto per un gruppo di soci; dal 2006 gli organizzatori propongono una meta sempre diversa. Con la Polisportiva organizziamo anche gite sulla neve e, nella bella stagione, tornei di calcetto, pallavolo e basket». E la parte culturale del programma? «Ogni settimana proiettiamo dei film. Abbiamo invitato il cappellano delle carceri di Verona. Se c’è da presentare qualche libro o qualche autore siamo sempre pronti. Per la Festa della donna proiettiamo sempre un film sulle problematiche femminili». Da volontaria un po’ interessata, qual è il giudizio sull’attività del Circolo? «Il Noi è il punto di aggregazione dell’intera comunità. Gli adolescenti vanno in canonica, ma poi si trovano al Circolo; il sabato sera vengono qui, il lunedì sera dopo la riunione vengono qui. Quando ci si dà un appuntamento ce lo si dà al Circolo. I volontari sono in collegamento anche con tutte le altre organizzazioni di Bure: siamo una rete solidale». •

Gian Battista Muzzi
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