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27.02.2020

Sette nuove lottizzazioni Dibattito in Consiglio

Sette nuove lottizzazioni nel Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella? Il quesito è stato oggetto di un botta e risposta, in consiglio comunale, tra il capogruppo di Sant’Ambrogio Riparte Vincenzo Corona e l’assessore all'urbanistica Matteo Destri. Sono ubicate a Domegliara, vicino Villa Zurla e nel quartiere Quaiara, a Gargagnano vicino Villa Monteleone e nell'area Caranzano di Monte previste da una recente variante approvata dall’amministrazione del sindaco Roberto Zorzi nel rispetto della normativa regionale e che, al momento, non sono state inserite nel Pat, il piano di assetto territoriale. «Lo scorso 11 gennaio» ha premesso il capogruppo l’avvocato Vincenzo Corona «abbiamo appreso dal quotidiano L’Arena della pubblicazione del bando comunale per l’assegnazione dell’incarico redazione del Pat». Nell’articolo, ha proseguito Corona, «si parla dell’inserimento di ben sette lottizzazioni che l’assessore Matteo Destri ha dichiarato corrispondere a precedenti interventi già approvati, ma mai attuati». Il capogruppo di Sant’Ambrogio Riparte ha chiesto se «l’amministrazione ha deciso unilateralmente le nuove lottizzazioni, prima ancora di approvare il Pat. Inoltre, con riferimento a lottizzazioni previste nel Piano Regolatore Generale degli anni ’90 non ancora attuate, chiediamo se l’amministrazione intenda confermarle a scatola chiusa». Immediata la risposta dell’assessore all’urbanistica Matteo Destri: «La pubblicazione del bando relativo al Pat non consente di individuare già oggi quelle che saranno le aree di insediamento abitativo, visto che il Pat è uno strumento con il quale si fotografa il territorio per poi programmare gli interventi nel successivo piano. Pertanto, non abbiamo individuato sette nuove lottizzazioni, né intendiamo già oggi confermare quelle previste dal vecchio piano regolatore. Le sette lottizzazioni erano quelle su cui siamo intervenuti con la recente variante sul consumo del suolo che, recependo la normativa regionale, ha previsto una riduzione di circa il 50 per cento dell’utilizzo del suolo edificabile».

M.U.
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