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02.11.2019

Sculture di montagna I doni vanno nel rifugio

Grandi eventi, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, per festeggiare i Santi Coronati, patroni di scalpellini, scultori e marmisti. Venerdì 8 novembre, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale gli allievi del corso di scultura della Scuola d’Arte «Paolo Brenzoni», Simone Scandola e Silvio Soliman, in arte «Silos», doneranno al Cai di Verona, a nome della scuola, alcune opere scolpite in alta quota sul monte Baldo durante il simposio «Scolpire nella memoria». Le opere saranno collocate nel rifugio «Al Telegrafo». Beatrice Mariotto, direttrice della Scuola d’Arte, spiega: «Nato nel 2015 come sfida per provare nuovi percorsi artistici, anche in alta quota, il simposio è stato promosso da Alessandro Tenca, legale rappresentante di equipENatura, società che gestisce il rifugio Al Telegrafo, con la Brenzoni». Durante il primo simposio, gli scultori della Scuola d’Arte hanno completato al rifugio, bassorilievi in marmo abbozzati a valle, che riprendevano un tema di montagna: la ricorrenza dei 100 anni dalla Grande Guerra. Nel 2016, la scultura e la poesia si sono fuse nella scultura «Il saluto del soldato», nella quale alcune rocce sono state incise con versi di Ungaretti, Saba, Fausto Maria Martini che raccontano la dolorosa esperienza sul fronte dei soldati italiani». Aggiunge il sindaco Roberto Zorzi: «Ringrazio gli artisti che in questi anni hanno lavorato in condizioni difficili, trasportando i materiali tramite teleferica e con lo zaino, lasciando un segno importante del loro passaggio anche in alta quota. Grazie all’amicizia che ci lega a don Flavio Gelmetti, responsabile dell’Opera diocesana chiesette alpine, ma soprattutto all’apporto costante e generoso dello scultore Matteo Cavaioni, spalleggiato da volontari ambrosiani, possiamo ammirare i bassorilievi in marmo nembro rosato posti sull’altare e sull’ambone nella chiesetta dedicata a San Giovanni Battista, vicina al rifugio Revolto, o l’altare in legno della chiesetta alpina di Cristo Risorto al Rifugio Scalorbi, sul Carega, il camoscio sul bassorilievo in legno di acero sul lato esterno dell’ambone, nella chiesa di Santa Rosa, sul Baldo, che si abbevera a un rivolo d’acqua. Cavioni, al posto della cerva citata nella Bibbia, ha inciso animali del Baldo, le immagini di Santa Rosa e della Madonna all’ingresso della chiesetta». La fauna del Baldo ha ispirato anche Scandola e Soliman. Scandola: «Partecipare al Simposio di Scultura è stato emozionante. Immergersi nella natura, nel silenzio, farsi rapire da tutto ciò che ti circonda, incontrare animali nel loro habitat, ha le mie sculture di un ermellino e un gufo, animali che storicamente simboleggiato nobiltà e mistero». Soliman: «Ho riprodotto le ipotetiche sembianze del mitico comandante dei popoli cimbri Boiorix, in marmo bianco di Carrara, con il copricapo scavato in un ceppo: ho immaginato il guerriero in fuga dai romani attraverso i sentieri e le zone adiacenti al Rifugio Telegrafo». Il programma prevede alle 10.30 la consegna da parte della Scuola d’Arte al Cai di Verona delle sculture da collocare al Al Telegrafo, sul Baldo, quindi la consegna da parte della Scuola della formazione professionale, Salesiani San Zeno, Settore marmo di Sant’Ambrogio, degli attestati e diplomi di qualifica agli allievi che hanno terminato gli studi questa estate e alle associazioni imprenditoriali dei territori storici. Attestati anche ai partecipanti al Corso di recupero murature in pietra a secco e infine, alle 11.30, messa col vescovo Giuseppe Zenti. Infine, il Consorzio Associazione marmisti veronesi offrirà un rinfresco nel giardino della parrocchia. •

M.F.
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