CHIUDI
CHIUDI

26.06.2019

La burla del Bacanal: in regalo vino di Tunisi

Luigi D’Agostino
Luigi D’Agostino

La burla si consumò negli anni ‘70 là nel cuore del Bacanal del Gnoco. Era tempo di pesci d’aprile che col Carnevale facevano quasi rima. La compagnia sparse la voce, tanto bastò per gremire piazza San Zeno addobbata in stile arabo perché a tutti sarebbe stato regalato vino tunisino. Vino della Tunisia? Sissignori spiegò la combricola a tal punto da attirare addirittura studenti tunisini arrivati da Padova incuriositi dall’ insolito regalo. I veicoli del corteo, apposta creato dai protagonisti con tanto di targhe di cartone in arabo, entrarono in piazza San Zeno ma, a ruota, ecco un furgone con un pesce d’aprile illuminato sulle fiancate. Scoppiarono risate e allo stesso tempo musi lunghi per la delusione. Tra questi vi era un tal esperto di vini arrivato dal Piemonte. Si rivolse al capo della compagnia dicendogli: «E’ stato lei a organizzare questa farsa?». «Certo» rispose. «Ma lo sa, lei, che sono arrivato dal Piemonte dopo avere fatto centinaia di chilometri?». «Caro el mio, seto miga che in Tunisia i farà en secio de vin a l’ano???». Quel signore si chiamava Luigi D’Agostino, per tutti Ginetto. A raccontare la burla è stato il figlio Zeno a Domegliara durante la presentazione del libro Ginetto. Il condottiero in papillon dello scrittore veronese Enrico Marchi, già Papa del Gnoco (Edizioni Del Miglio). «Nessuno ha mai avuto il coraggio di scrivere su Ginetto e di questo te ne rendiamo omaggio», ha evidenziato il Marchese del Montindon Marco Arcali, rivolgendosi all’autore durante la serata organizzata nel centro parrocchiale di Domegliara dal locale comitato carnevalesco della Valbusa. «L’hanno conosciuto come un despota, un tiranno», ha spiegato Marchi, riferendosi al deus ex machina del Bacanal del Gnoco per 55 anni. «In realtà Ginetto era una persona dedita a costruire qualcosa insieme agli altri per il Carnevale e i meno fortunati». «Quando eravamo piccoli», ha raccontato Zeno D’Agostino, «io e mia sorella accompagnavamo nostro papà nelle case di riposo e nei manicomi per fare sorridere gli ospiti secondo quei valori carnevaleschi che ci insegnava». Ginetto coniò quel «Vogliamoci Bene» che Loretta Zaninelli, del coordinamento dei Carnevali della provincia di Verona, ha sintetizzato così: «In provincia stavano nascendo numerosi comitati e carnevali e Ginetto ci disse che il Bacanal e la provincia non potevano farsi ombra. Con una stretta di mano fu sancita l’intesa carnevalesca tra la città e la provincia perché, come soleva ricordare, il treno del Carnevale veronese era ed è unico». •

Massimo Ugolini
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1