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20.06.2019

Il ciclista solitario conquista il Marocco

Giorgio Cristini e il Marocco su due ruote. Solitudine, fatica, sofferenza e poesia. In una parola: ciclismo. In questo caso amatoriale, ma non per questo meno affascinante. Come il Marocco. Per arrivarci il ciclista di Sant’Ambrogio di Valpolicella, 58 anni, esperto cicloamatore in solitaria, che lo scorso anno raggiunse e girò la Sicilia percorrendo 2200 chilometri, ha scelto il mezzo più comodo: l’aereo. Arrivo a Tangeri e partenza sempre a Tangeri esattamente 21 giorni dopo e dopo 2000 chilometri percorsi in bicicletta. Ha attraversato il Paese africano, natura e deserto, città dal nome mitico in cui sono stati girati film famosi, da «Marrakech Express», a «Casablanca». «E poi coste e spiagge che nulla hanno da invidiare alle più belle del mondo» racconta, Cristini. «Ho incontrato persone accoglienti e disponibili», continua. «Sarà perché ero in bicicletta, ma tutti mi salutavano». Per molti di loro osservare un ciclista solitario, con una borsa appesa davanti al manubrio e una sotto la sella, era una cosa insolita. Le sue giornate iniziavano con la sveglia alle 7 («Salvo le volte che venivo svegliato dal richiamo del muezzin poco dopo le 5», dice), alle 7,30 colazione. Alle 8 in sella e via con la bicicletta. Il pranzo? «Mangiavo tajine, una specie di stufato e l’immancabile the alla menta», racconta. Quindi, nel tardo pomeriggio, l’arrivo alla meta stabilita dopo circa 130 chilometri giornalieri. «Partivo con una temperatura che si aggirava sui 12, 13 gradi per raggiungere i 20, 22 gradi nel pomeriggio», prosegue Cristini che, in 21 giorni, ha incontrato quasi solo giorni di pioggia». All’arrivo ad ogni tappa iniziava l’avventura nell’avventura. «Dovevo cercare un posto per dormire», spiega. Ovvero contare sul suo spirito di adattamento. «Sono passato attraverso zone rurali dove si vive di agricoltura e pastorizia e tranquille cittadine dove pullulano meccanici, gommisti e piccoli negozi, fino ai grandi centri urbani, caotici e animati da turisti di tutto il mondo», afferma. «E nelle campagne sono passato davanti a numerose scuole e moschee in paesi che sembravano disabitati». Alla fine di ogni giornata la meritata cena con le specialità locali. Il viaggio è iniziato e si è concluso secondo un percorso pianificato dallo stesso sportivo l’inverno scorso, secondo un metodo utilizzato per i precedenti percorsi. «Mi sono aiutato con una cartina dettagliata del Marocco, disegnandovi i punti strategici del mio viaggio», dice. Ecco allora la partenza da Tangeri in direzione Chefchaouen, la famosa Città blu. «Chilometri e chilometri, incontrando paesaggi straordinari, diversi l’uno dall’altro», sintetizza Cristini. «La vegetazione del Medio Atlante, l’avvicinamento al deserto verso Marrakech e poi la costa e l’oceano, bellezze paradisiache». Quindi Fès, Marrakech ed Essaouira. «Da qui è iniziata la risalita sulla costa», racconta il ciclista. «Rabat, la magica Casablanca e l’arrivo a Tangeri, anche se la fatica cominciava a farsi sentire. Tutta la parte sulla costa è stata dura perché per centinaia di chilometri ho pedalato controvento. Il Marocco», conclude, «mi ha affascinato e arricchito sotto l’aspetto culturale e umano». •

M.U.
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