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17.07.2019

Commosso ricordo di Rizzo Fu il primo vigile urbano

Una fortissima emozione ha contraddistinto l’inizio del Consiglio comunale di Sant’Ambrogio di Valpolicella. Il sindaco Roberto Zorzi, con la maggioranza Comune e Cittadino e i gruppi d’opposizione Sant’Ambrogio Riparte e Partecipazione Autonomia hanno reso omaggio alla figura del tenente comandante Giuseppe Rizzo, deceduto nei giorni scorsi, per oltre trent’anni capo dei Vigili urbani poi trasformati in Polizia locale ambrosiana. In sala c’erano le figlie Barbara e Monica, altri familiari e diversi concittadini. «Giuseppe Rizzo è sempre stato dedito al proprio lavoro, ha evidenziato doti di grande umanità ben voluto dai colleghi ma anche dai cittadini. Saremo sempre grati al comandante», ha detto il sindaco rivolto alle figlie. «Siamo orgogliose di avere avuto un papà e una mamma che hanno lasciato un indelebile ricordo», è stata la risposta. «Nostro papà, originario di Lecce in Puglia, è stato il primo vigile urbano di Sant’Ambrogio. Ci ha trasmesso la mentalità di creare buoni rapporti con le persone. Ringraziamo l’amministrazione comunale per questo significativo gesto. Andiamo avanti come diceva lui, mettendo sempre la persona al primo posto». Zorzi ha chiesto al consigliere Pier Luigi Toffalori, sindaco dal 1995 al 2004, un ricordo del comandante Rizzo. «Rammento un episodio accaduto nel 2002», ha spiegato l’ex sindaco: «trasmettemmo un comunicato stampa ai giornali locali e all’agenzia nazionale Ansa per festeggiare i trent’anni di servizio del tenente comandante. Un quotidiano di Lecce lo pubblicò. In un battibaleno i parenti pugliesi gli telefonarono per complimentarsi». Quindi Toffalori ne ha ripercorso la carriera professionale: «Giuseppe Rizzo entrò nell’Arma dei Carabinieri a 18 anni. Dopo avere frequentato la scuola carabinieri di Iglesias in provincia di Cagliari, prestò soccorso alle popolazioni vittime dell’alluvione del Polesine, meritando una benemerenza. Venne poi assegnato al Battaglione di Mestre, Compagnia Reparti corazzati di stanza a Padova. Ritornò in Sardegna con compiti di motociclista a scorta degli autobus nel periodo del fenomeno del banditismo. Ritornò nuovamente a Padova, quindi venne trasferito a Caprino dove conobbe Gabriella, la futura moglie. Nel 1969 iniziò il suo servizio da vigile urbano a Bardolino. Nel 1971 arrivò a Sant’Ambrogio dove prestò servizio per oltre trent’anni. Nel 2003 gli conferimmo la cittadinanza onoraria e un encomio solenne per l’operato svolto con professionalità e umanità nell’arco del trentennio». Vincenzo Corona, capogruppo di Sant’Ambrogio Riparte, ha rammentato: «Abbiamo avuto la fortuna d’incrociare il comandante Rizzo sia sotto il profilo professionale che di cittadino. Ne abbiamo apprezzato l’aspetto umano prima ancora di quello professionale». «Era una persona disponibile con tutti, è giusto che un’amministrazione comunale lo ricordi in questo modo», ha rammentato l’ex consigliere comunale Lorenzo Aldegheri, amministratore. Il consigliere di maggioranza Andrea Chiereghini ha sottolineato «le doti umane del comandante Rizzo, una persona eccezionale». Al termine della cerimonia un altro momento toccante: il comandante della Polizia locale Alessandro Cinotti con gli agenti Armando Bettinazzi, Samuela Gasparini e l'ex agente Gianluca Sega hanno consegnato alle figlie una foto che ritrae il comandante Giuseppe Rizzo con l’amata moglie. •

M.U.
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