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19.09.2019

«Ciao Giuliano,
avevi un cuore
generoso»

Il funerale di Giuliano Corradini
Il funerale di Giuliano Corradini

Giuliano dal sorriso sincero e dal cuore grande. Giuliano che amava fotografia e viaggi. Giuliano che aveva una parola per tutti. Serio e affidabile sul lavoro, tranquillo in famiglia, di compagnia con gli amici. Giuliano che prendeva la vita come veniva e aveva modi gentili. Giuliano che ora vive nei ricordi di chi l’ha amato, stimato, apprezzato.

Quarantun anni, figlio primogenito di Gianfranco e Maria Cristina Corradini, fratello di Michele, Giuliano è morto nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 a causa di un incidente stradale con la sua motocicletta a due passi da casa: si è sentito male ed è caduto alla rotonda tra la strada provinciale della Valpolicella, via Matteotti e via dell’Industria. Per lui non c’è stato nulla da fare.

 

L’addio improvviso è piombato come un macigno sui suoi familiari e amici. «È difficile accettare che tu non ci sia più», hanno detto gli amici della compagnia di Sant’Ambrogio di Valpolicella al funerale. Gremita la chiesa parrocchiale, con almeno quattrocento persone nella grande navata interna e moltissime altre fuori, sul sagrato. Oltre ai familiari, tanti colleghi di lavoro e tanti collaboratori del settore lapideo, dato che Giuliano lavorava nell’azienda di famiglia, la Marmi Corradini Group, a Cavaion. Tantissimi amici e, tra la folla, il sindaco di Sant’Ambrogio Roberto Zorzi e la sindaca di Cavaion Sabrina Tramonte.

Tutti lì per Giuliano, per ricordare la persona che era, per una preghiera collettiva e un abbraccio alla famiglia tra mazzi di rose bianche e rosse. «Tu che con la tua saggezza ci hai sempre guidato ad affrontare i problemi della vita ora hai lasciato un vuoto enorme», hanno continuato gli amici ambrosiani. «Il tuo approccio era semplice, riservato ma essenziale. In questo momento siamo inondati da tante forti emozioni: dolore, rabbia, tristezza e impotenza. Difficili da domare, difficili da accettare. Guardaci Giuliano da lassù, sei stato e sarai sempre nei nostri cuori».

Commovente e cristallino il ricordo di una giovane cognata. «Pacifico e silenzioso, quando sei entrato nella nostra famiglia sei diventato un fratello», ha detto. «Mi bastava uno sguardo per sentirmi compresa. Ora i ricordi affiorano: le vacanze, le confidenze, la tua presenza sicura e costante. Sei stato un uomo che accettava quello che gli dava la vita», ha proseguito. «Hai amato, hai viaggiato, hai coltivato le tue passioni, hai lasciato la tua impronta nel lavoro e ti sei circondato delle persone a te più care. Il tuo cuore era sempre aperto».

La cerimonia funebre è stata concelebrata dal curato della parrocchia di Sant’Ambrogio, don Ambrogio Mazzai, da don Luigi Sartori e da monsignor Giuseppe Boaretto. Una cerimonia essenziale e toccante, proprio com’era Giuliano. «Avremmo voluto passare ancora altri anni con lui, perché sono stati pochi quelli vissuti insieme», ha affermato don Mazzai. «Ora come dono prezioso portiamo il ricordo della sua persona in mezzo a noi, consapevoli che la morte non è la fine di tutto ma la porta per la vita eterna». Scossi e ancora increduli gli amici ambrosiani nati nello stesso anno di Corradini, il 1978, che ne hanno ricordato il sorriso sincero e aperto. La passione per la fotografia, invece, è stata richiamata dagli amici del gruppo fotografico Gli Emergenti: «Ciao Giu, hai interrotto il tuo viaggio con le fotografie e la moto e ti sei dimenticato di avvisarci. Ma non importa, a te si poteva permettere qualsiasi cosa: eri semplice, generoso e rispettoso. Un ragazzo d’altri tempi». •

Camilla Madinelli
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