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24.08.2019

Un pasto a 520 studenti La cena per finanziarlo

Un evento per continuare a garantire cibo, salute e libertà di scelta in Gambia. Lo promuove oggi a Pedemonte la giovane Malvina Begalli per rinnovare il suo impegno a favore del progetto Energia dalla Terra, che da quattro anni in quello stato africano si occupa di fornire un pasto al giorno a 520 studenti delle scuole di Ballanghar. Begalli ha organizzato a casa sua, nella frazione di San Pietro in Cariano (via don Angelo Fasoli, 23), una cena seguita da musica dal vivo per offrire un’occasione di divertimento dal risvolto solidale. La festa inizia alle 19.30 e s’inizierà dall’aperitivo per arrivare al dolce. Dopo cena si esibirà la band di Negrar «The Marlins», che suona classic rock. Per l’evento viene chiesta una donazione a partire da 15 euro. «Energia dalla Terra è un progetto che fa parte dell’associazione Energia per i diritti umani, onlus con sede a Roma che svolge attività in Senegal, Gambia e India» spiega Begalli. «L’associazione si occupa dei diritti di donne e bambini in luoghi in cui spesso non sono rispettati: ha costruito per questo scuole materne a Pikine, nella periferia di Dakar e in villaggi sparsi. Inoltre, si occupa di formazione professionale delle donne, per renderle autonome economicamente e in grado di affrontare le situazioni di violenza. Energia per i diritti umani è formata da una cinquantina di persone, che contribuiscono a titolo volontario a migliorare la vita a centinaia di bambini, donne e famiglie». Da qualche anno la giovane di Pedemonte è entrata nella onlus e fa parte dell’equipe che si occupa di ambiente e nutrizione, forte dei suoi studi e interessi. Dopo la laurea triennale e magistrale proprio in nutrizione a Roma e Wageningen, in Olanda, ora è impegnata in un dottorato in Inghilterra. Quattro anni fa, insieme al padre Daniele, agricoltore, è andata in Gambia ad avviare il primo orto nel villaggio di Ballanghar. «Abbiamo recintato un ettaro di terreno e poi abbiamo installato la corrente elettrica in tutto il villaggio, dato che ci serviva per far funzionare una pompa dell’acqua. Due anni dopo abbiamo costruito un pollaio, per aumentare l’apporto di proteine insieme a quello di vitamine, fibre e minerali. L’orto serve ad arricchire la dieta dei bambini che frequentano le scuole materna ed elementare del villaggio: abbiamo iniziato con 70 bimbi, dopo cinque anni siamo a 520». Per fare tutto questo, però, servono fondi. I soldi ricavati dalla cena con musica, sottolinea la volontaria della onlus, saranno utilizzati per finanziare l’intero progetto per un anno, dalla paga di tre lavoratori all’acquisto di nuovi strumenti. «Io e mio padre andremo in Senegal e Gambia a fine ottobre» conclude. «Assisteremo al passaggio della Marcia della Pace a Dakar e poi andremo ad aiutare i lavoratori a seminare e arare il terreno per il ciclo successivo alla stagione delle piogge». •

C.M.
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