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27.05.2019

Mezzo secolo di vita insieme per 60 coppie

Luigina Pavoncelli con la torta dei 111 anni
Luigina Pavoncelli con la torta dei 111 anni

Le signore erano in ghingheri per la loro doppia festa, di mogli e di madri, qualcuna con in mano un bouquet di fiori simile a quello che le aveva viste novelle spose. I capi famiglia, in completo elegante, dissimulavano l’emozione, ma più d’uno è stato visto asciugarsi gli occhi furtivamente con il fazzoletto. Il Comune di San Pietro in Cariano, in occasione della festa della mamma, ha celebrato le nozze d’oro di una sessantina di coppie residenti sul territorio, unite mano nella mano dal lontano 1969. Mezzo secolo di cammino insieme, per questi sposi, che hanno lottato fianco a fianco, condividendo grandi gioie, come la nascita di figli e nipoti, e soprattutto hanno tenuto duro durante le inevitabili prove della vita. La cerimonia, con la consegna degli attestati per il cinquantesimo di matrimonio da parte del sindaco Giorgio Accordini, si è tenuta in sala Lonardi, con l’ affettuoso contorno di tantissimi parenti. «Vi diciamo grazie per ciò che avete saputo costruire in questi cinquant’anni: non solo per la vostra famiglia, ma anche per l’intera comunità», è stato il breve discorso del sindaco, prima di passare alla distribuzione delle pergamene, chiamando sotto il palcoscenico ciascuna coppia. Toccante l’omelia di don Gianfranco Salamandra, già parroco per 13 anni della frazione di Bure, che ha officiato la messa, animata dal coro della parrocchia di Pedemonte. «Davanti alla comunità di San Pietro, alle vostre figlie e ai vostri figli, e anche ai numerosi parenti, vi promettete di continuare ad amarvi con tutti voi stessi, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, con il desiderio profondo di onorarvi per tutti i giorni della vostra vita. Il vostro amore umano è il riflesso dell’amore divino», ha detto don Salamandra. «Questi anniversari ci fanno apparire la bellezza della famiglia che oggi qui risplende. Celebrate la vostra unione, avvenuta per vie misteriose non sempre spiegabili alla logica umana, tanti anni fa. La vostra presenza, bella e gioiosa, è un incitamento, un invito per tanti che sono titubanti. È come se diceste loro: “Coraggio, non abbiate paura di sposarvi”». Don Salamandra ha concluso: «Cari sposi, vi auguro di non essere mai indifferenti l’uno all’altro, ma di considerarvi cosa preziosa l’uno per l’altro, sempre. E facendo così troverete la felicità e sarete persone positive che sanno dare gioia a tutti coloro con cui venite in contatto. Ma ricordatevi: non chiedete a Dio di rendervi felici, ma utili. La felicità verrà di conseguenza». •

L.CO.
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