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08.01.2020

La culla bruciata e il nuovo Gesù

Il presepe vivente organizzato a Pedemonte
Il presepe vivente organizzato a Pedemonte

La culla annerita di Gesù Bambino, bruciata dai vandali la notte di Capodanno, resterà esposta a Pedemonte, nella piazza della chiesa, fino a domenica 2 febbraio, festa della Candelora: una nuova statua del Bambinello è stata adagiata sulla paglia fresca. La decisione è stata presa dal parroco, don Alessandro Castellani, insieme ai fedeli, e annunciata sull’ultimo foglio liturgico. «Ho desiderato lasciare il segno di questa culla perché ci aiuti a orientare nella giusta direzione i nostri sentimenti», ha scritto don Alessandro, «così com’è stato doloroso vedere vilipeso un simbolo della nostra fede, un simbolo ci aiuterà a ripartire». Ma la comunità ha già reagito alla profanazione della Natività, mettendo in scena un piccolo presepe vivente in piazza nell’Epifania, dopo una messa partecipatissima: il Bambin Gesù in carne ed ossa, un piccolo fra gli ultimi nati a Pedemonte in braccio ai suoi genitori, ha ricevuto la visita e gli omaggi dei Re Magi, interpretati da persone del paese. Finita la rappresentazione, tra pandoro e cioccolata calda offerti dalla Fidas, la nuova statua è stata posata in sostituzione del precedente Gesù, distrutto dal fuoco. Nei festeggiamenti notturni per l’anno nuovo, ricordiamo, il presepe esposto nella piazza della chiesa è stato oggetto di un atto vandalico. Le fiamme, in particolare, hanno avvolto la mangiatoia e Gesù Bambino. Solo il provvidenziale intervento di un passante ha impedito che anche gli altri personaggi (grandi sagome di compensato) si incendiassero. Il parroco era poi stato avvertito con una telefonata. Quest’ultimo ha commentato sul bollettino parrocchiale: «Non interessa tanto andare in cerca dei responsabili, né vorrei che il significato di questa culla fosse una resa alla stupidità e alla pochezza dell’animo umano. Questo gesto ci renda consapevoli del compito che ci viene chiesto di rimettere Gesù al centro della nostra vita. Anche a partire dal nostro presepio bruciato la parola di amore del nostro Dio avrà la meglio». •

L.CO.
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