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12.07.2020

Riaffiorano due proiettili della contraerea

Uno dei due proiettili rinvenuti a 75 anni dalla fine della guerra. Saranno fatti brillare
Uno dei due proiettili rinvenuti a 75 anni dalla fine della guerra. Saranno fatti brillare

La guerra vicina: è questa la dimensione cui rifarsi quando accadono ritrovamenti di reperti che rimandano a un tempo in cui ogni equilibrio sembrava vacillare quotidianamente. A distanza di 75 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, riaffiorano ancora oggi ordigni che parlano di armi e di guerra. Lungo il fiume Adige, nella zona di Settimo, proprio sulle rive, sono stati trovati infatti due residuati bellici. All’apparenza, i due proiettili presentano una forma ogivale cilindrica delle dimensioni di 20 centimetri circa. Non sembrerebbero bombe di aereo, date le dimensioni, e l’ipotesi viene esclusa dagli esperti che li hanno visionati. Secondo l’esperto Ermanno Brussani, i due proiettili sarebbero riferibili a un cannone da 75/27, Mod. 1906 che fu un pezzo utilizzato dal Regio esercito nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. L'uso prevalente fu come artiglieria di campagna, anche se esistono esempi di utilizzo in funzione contraerei su installazioni di fortuna. Una zona, quella del ritrovamento, che va nella direzione di Parona e che autorizzerebbe questa interpretazione: fu un teatro bellico di notevole entità, dove si è giocato il destino di una popolazione e di una città. Poco lontano, lungo la stessa direttrice del fiume c’è il ponte ferroviario. E attorno al ponte della ferrovia, durante il secondo conflitto mondiale, sono stati intensi i bombardamenti da parte degli aerei alleati per colpire uno snodo fondamentale del traffico di collegamento su rotaia tra il Brennero e Verona. L’abbattimento del ponte della ferrovia avrebbe costituito un taglio netto alla capacità di rifornimento da parte delle truppe tedesche, alla città. Il ponte di Parona «venne reso quasi inutilizzabile», scrive lo storico pescantinese Giannantonio Conati, «dopo la ripresa dei bombardamenti alleati su Verona». E i due proiettili ritrovati, che, per il tempo passato nel fango, sono in pessimo stato di conservazione, potrebbero rientrare in questo contesto di passaggi continui delle «ondate» dei bombardieri e dei tentativi di contrastarne efficacemente l’azione con l’impiego del cannone da 75 come arma contraerea. La zona del ritrovamento è stata recintata e isolata per evitare qualunque forma di contatto, e dalla Prefettura è arrivato l’ordine di far brillare i due ordigni, come da prassi consolidata. Nei prossimi giorni vi provvederà il Genio guastatori. E, in questi casi, sono giustificate le cautele messe in atto dalle forze dell’ordine che si sono occupate del caso, come è dimostrato da una ricca casistica di incidenti accaduti a causa di ordini bellici disseminati su terreno dagli aerei civetta, durante le incursioni notturne. Anche a distanza di molti anni la guerra può fare del male. •

Lino Cattabianchi
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