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10.07.2020 Tags: Sant'Ambrogio di Valpolicella

Rete 5G, no all’antenna ma è scontro

Un’antenna per la nuova tecnologia 5G
Un’antenna per la nuova tecnologia 5G

Tecnologia 5G, sì, no, forse. Sono varie le posizioni che stanno emergendo nei Comuni veronesi: chi è a favore, chi contro, chi è in attesa di capire se sia o meno dannosa alla salute umana a causa dei campi elettromagnetici a radiofrequenze prodotti. Se ne è discusso, in un clima rovente, anche nel Consiglio comunale di Sant’Ambrogio di Valpolicella. Oggetto del contendere, la sospensione o meno della richiesta di una ditta per l’installazione di un’antenna con tecnologia di rete 5G sul territorio comunale. Al termine, dopo polemiche, scontri verbali e sfoghi, la delibera è stata approvata col voto favorevole della maggioranza, l’uscita dall’aula del gruppo Sant’Ambrogio Riparte, l’astensione di Partecipazione Autonomia. «A FRONTE DELLA RICHIESTA di una ditta per l’installazione di un’antenna per la nuova rete 5G», ha spiegato il sindaco Roberto Albino Zorzi, «non conoscendo quale tipo di conseguenze potrebbe avere sulla salute dei cittadini, abbiamo deciso di sospendere la richiesta, in attesa dei dovuti chiarimenti e controlli da parte dello Stato. La cautela è d’obbligo». Il capogruppo di Sant’Ambrogio Riparte, Vincenzo Corona, ha illustrato la normativa che non lascia dubbi: «Dal primo luglio 2022 prenderà il via la tecnologia 5G in Italia, come indicato dal ministero dello Sviluppo economico, in coordinamento con l’Unione Europea. La stessa Unione ha predisposto, per tutti gli Stati membri, il passaggio a questa nuova tecnologia dal primo luglio di quest’anno, con possibilità di slittamento al primo luglio 2022 e piena operatività del sistema nel 2025». Corona ha contestato a Zorzi il tipo di provvedimento adottato. «Il metodo è errato», ha puntualizzato il capogruppo di Sant’Ambrogio Riparte, «a prescindere da come la si pensi sul tema, i sindaci di Villafranca e Isola della Scala hanno utilizzato lo strumento corretto per sospendere richieste da parte di ditte. Si tratta dello strumento dell’ordinanza contingibile e urgente del sindaco, nella sua veste di ufficiale del Governo e di autorità sanitaria locale. A fronte di un oggettivo pericolo di danno grave e irreparabile, il sindaco ha il potere di emanare atti urgenti propri per intervenire tempestivamente». Corona ha proposto di ritirare questa deliberazione, suggerendo al sindaco «non appena concluso il Consiglio, di emettere l’ordinanza di sospensione. Successivamente, l’amministrazione organizzerà alcune assemblee pubbliche per metterle al corrente della situazione. Quindi il sindaco convocherà il Consiglio per la discussione di una delibera di moratoria sul 5G». ULTERIORE BENZINA SUL FUOCO l’ha gettata Pier Luigi Toffalori, consigliere di Partecipazione Autonomia: «Non ho capito se il capogruppo Corona sia a favore del principio di precauzione». «Non dia interpretazione sbagliate alle mie parole, come in passato», la tagliente risposta di Corona. Quindi Toffalori ha proposto alcune modifiche al testo per votare a favore. Il consigliere di Sant’Ambrogio Riparte Alberto Marconi ha chiesto se la strada «è quella di abbandonare tecnologie 5G o simili, visto che il testo della delibera definisce pericolosa tutta la tecnologia wireless. Se così fosse, il sindaco allora dovrebbe vietare l’uso del telefono cellulare su tutto il territorio comunale». «Non apporteremo modifiche al testo né sostituiremo la delibera con un’ordinanza», ha tagliato corto il sindaco Zorzi, «altri Comuni hanno adottato la nostra linea. Serve precauzione. Tutti devono prendersi le proprie responsabilità, a partire dallo Stato. Siamo stanchi di essere lo scaricabarile di altri, lo abbiamo osservato anche in questo periodo di pandemia». •

Massimo Ugolini
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