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09.10.2019

«Randopizza» solo per chi macina chilometri

Il gruppo di «randonneur» alla pizzeria Al Porton di Negrar
Il gruppo di «randonneur» alla pizzeria Al Porton di Negrar

La chiamano «randopizza». Si tratta di una serata trascorsa in una pizzeria in compagnia di una quindicina di amici; uomini e donne di varie età, lavori e impegni diversi, vite diverse; ma un’unica uguale grande passione: l’ultracycling. «Ogni tanto la facciamo», racconta Fausto Righetti, promotore dell’ultimo appuntamento che si è svolto Al Porton di Negrar. «Ci ritroviamo per raccontarci le nostre esperienze, per rivivere le nostre avventure di randagi. Ogni volta ne usciamo arricchiti». Non poteva mancare Giorgio Murari, il mitico Musseu, amico e maestro per tutti gli altri del gruppo. È stato lui ad aprire la strada verso questa disciplina «di vita». Le sue imprese non si contano più. «Grazie a questo modo di vivere la bici, sono profondamente cambiato», dice. «Sto bene con me stesso. Sto bene con gli altri. Sto bene e basta». E poi c’è Loretta Pavan, che si unisce al gruppo dei veronese anche se vive a Vicenza. Lei ha vinto il cancro e nei suoi viaggi si ferma nei reparti di oncologia delle città attraversate, per portare ai malati la sua esperienza: la malattia le ha cambiato la vita e la bici gliel’ha resa migliore. C’è Elena Grobberio, di Alcenago, misto di grinta e simpatia: «Pedalare quando piove mi piace ancora di più». Paola Sardagna per due volte si è sentita dire dai medici che non sarebbe più stato come prima. «Ma ogni volta sono risalita sulla bici» e affronta sfide sempre più impegnative. Lorenzo Fenzi, Fausto Righetti, Matteo Osti e Urs Stadler hanno concluso quest’anno la loro prima Parigi- Brest-Parigi, considerata la regina delle randonnée e ne sono orgogliosi: ora sono pronti a passare oltre. E poi ancora i promettenti Loris Bragaglia e Loris Tommasi aspettano nuove avventure. «In queste serate insieme», dice Righetti, «riviviamo i momenti più belli dei nostri viaggi sulle due ruote. E ascoltando i racconti degli altri facciamo ritorno a quando noi abbiamo pedalato in questa o quella randonnée. E poi ci passiamo dei consigli, sulla bici, sull’equipaggiamento, sugli allenamenti e soprattutto su quali manifestazioni o quali percorsi vale la pena di provare almeno una volta nella vita». Ognuno di loro ha la sua storia. Alcuni hanno anche vissuto nel proprio passato dei momenti di grande sofferenza. E la bici è diventata un’amica, un’alleata che ha permesso loro di superare le difficoltà e di ritornare a gioire alla vita. •

Paola Speri
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