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01.06.2020 Tags: Negrar di Valpolicella

Protezione civile, dal 9 marzo sempre dove c’è una necessità

L’inaugurazione della nuova sede, all’interno della Palazzina Servizi del Comune
L’inaugurazione della nuova sede, all’interno della Palazzina Servizi del Comune

Sono operativi dal 9 marzo ininterrottamente, per l’emergenza coronavirus, i volontari dalla sezione Valpolicella Valdadige della Protezione civile-Associazione italiana soccorritori (Ais). Un centinaio di uomini e donne, giovani e pensionati, guidati dal presidente Franco Sona, si sono spesi senza sosta adoperandosi in due mesi e mezzo nelle operazioni più diverse, alternandosi in turni e scambiandosi competenze. Hanno seguito l’andamento dell’epidemia, settimana dopo settimana, e fatto fronte alle esigenze del momento. I volontari, che da fine 2019 fanno base nella nuova sede in via Francia, nella Palazzina Servizi del Comune di Negrar, hanno eseguito il montaggio delle tende per il triage fuori dai Pronto soccorso degli ospedali dell’Ulss 9; il recupero di mascherine, guanti e gel igienizzanti da mettere a disposizione di istituzioni e personale sanitario; l’imbustamento e distribuzione alla popolazione dei dispositivi di protezione provenienti dalla Regione oppure donati al Comune; la distribuzione della spesa alle famiglie bisognose in collaborazione con i Servizi sociali comunali; i controlli e verifiche di temperatura corporea, prenotazioni e misure di sicurezza al Distretto sanitario di Bussolengo; il servizio di vigilanza e controllo del distanziamento sociale durante il mercato settimanale del lunedì a Negrar e i mercatini del venerdì in via del Combattente nel capoluogo e del sabato a Novare di Arbizzano. «Praticamente non ci siamo mai fermati, mai», sottolinea Luigi Boni, braccio destro del presidente Sona ma a sua volta presidente della Consulta provinciale del volontariato di Protezione civile. Molti negraresi della sezione Valpolicella Valdadige della Protezione civile-Ais, a casa dal lavoro durante le settimane più critiche dell’emergenza epidemiologica, hanno messo il loro tempo a disposizione del gruppo e soprattutto degli altri. «Nella fase iniziale e più delicata c’erano sempre almeno 10 volontari in sede e attivi in vari compiti», continua Boni. «Poi il ritmo è calato, ma uno zoccolo duro di 4-5 persone al giorno è tutt’ora operativo. La disponibilità è stata tanta, da parte di tutti, e continua. Compatibilmente con gli impegni e le necessità». Il nuovo quartier generale in via Francia, in posizione centrale e più facile da raggiungere rispetto al precedente a Mazzano, si è rivelato molto utile in questi due mesi e mezzo. «Chi l’avrebbe mai detto, che avremmo cominciato a usarlo così tanto in così poco tempo», conclude Boni. Ora in sede i volontari sono impegnati nella distribuzione degli ultimi stock di mascherine monouso in microfibra filtrante: i negraresi possono ritirarle, fino a esaurimento scorte, recandosi alla Palazzina Servizi il martedì e venerdì, dalle 15 alle 17. •

Camilla Madinelli
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