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18.12.2019

Pfas, sotto esame le cartelle cliniche

Il pubblico al teatro comunale FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORAUn cittadino chiede spiegazioni ai relatoriIl tavolo dei relatori all’assemblea sulla qualità dell’acquaL’assessore Angela Fioretta durante il suo intervento
Il pubblico al teatro comunale FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORAUn cittadino chiede spiegazioni ai relatoriIl tavolo dei relatori all’assemblea sulla qualità dell’acquaL’assessore Angela Fioretta durante il suo intervento

Uno screening sullo stato di salute della popolazione per scoprire se la discarica di Ca’ Filissine è causa di malattie. A confermare che il monitoraggio verrà avviato a breve è stata lunedì sera Angela Fioretta, l’assessore all’Ambiente di Pescantina, la quale, in una riunione pubblica, ha poi aggiunto alcuni particolari. Il primo è dato dalle tempistiche: «C’è un dialogo con Ulss e Università che sta per sfociare in un accordo, per cui credo che si possa partire già nel giro di 2-3 mesi». Il secondo riguarda il fatto che la ricerca potrebbe non riguardare solo Pescantina. «Per avere dei dati più significativi sarebbe necessario che le verifiche riguardassero un numero ampio di persone, per questo abbiamo già chiesto la disponibilità a partecipare anche a Sant’Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano», ha sottolineato l’amministratrice. Poi, a margine dell’incontro, ha spiegato che «verranno controllate documentazioni sanitarie, come cartelle cliniche ed esenzioni da ticket, in modo da compiere una ricerca di tipo epidemiologico e statistico» e che «ancora non è stato definito il costo di questa operazione». «Al tempo della passata amministrazione la spesa ipotizzata era di 90mila euro; speriamo che possa essere più bassa, ma in ogni caso faremo tutto quanto è necessario per reperire le risorse», ha precisato. La notizia del prossimo avvio del monitoraggio - che riguarderebbe tre municipi con oltre 41mila residenti in totale e che conferma che c’è una situazione che merita di essere messa sotto la lente di ingrandimento - è arrivata al termine di una partecipatissima serata svoltasi nel Teatro comunale di Pescantina. Un confronto che il Comune aveva organizzato per tranquillizzare la popolazione. Ad aprire l’incontro l’intervento del sindaco Davide Quarella, il quale ha assicurato che gli sta a cuore la salute dei pescantinesi, «da cittadino, da padre e da figlio», prima di lasciare la sala per andare dalla madre, che stava affrontando un’operazione. Il tema del convegno era la presenza dei Pfas in uno dei quattro pozzi, quello di Balconi, con cui viene alimentato l’acquedotto del paese. Giancarlo Cunego, il direttore di Arpav Verona, ha confermato che «la principale indiziata per questa situazione è la discarica di Ca’Filissine, nel cui percolato le sostanze perfluoro-alchiliche sono presenti perché derivanti dai rifiuti». I rappresentanti del Servizio igiene, nutrizione ed alimenti dell’Ulss 9 hanno affermato che «l’acqua si può bere». «Rispetto alle zone dell’inquinamento da Pfas del Basso ed Est veronese qui siete sicuramente più puliti», ha aggiunto Giovanni Sandri, che si occupa di igiene degli alimenti, mentre quelli di Acque Veronesi, per primo il direttore Silvio Peroni, hanno affermato che «adesso l’acqua in rete è, per quanto riguarda i Pfas, allo zero tecnico». Ovvero sotto i limiti rilevabili, pari a 5 nanogrammi per litro. Secondo le analisi pubblicate, ci sono state quantità di Pfas non irrilevanti già a partire dal 2017 e, quantomeno, sino al gennaio scorso. «Attualmente il pozzo di Balconi incide solo per l’1 per cento sulle risorse dell’acquedotto, che per il 90 per cento arrivano da un impianto che si trova in località Santa Lucia, totalmente al di fuori dell’area in cui la falda è stata contaminata», ha specificato Massimo Carmagnani, responsabile tecnico dell’azienda idrica. Ha poi anticipato che il prossimo anno verrà realizzato un collegamento della rete dell’acquedotto di Pescantina con quella di Bussolengo, spendendo 200mila euro, ed il pozzo di Balconi verrà chiuso. Negli anni successivi, poi, verrà progettata un’interconnessione anche con Verona. Nonostante tutto questo, i vari interventi venuti dal pubblico hanno dato voce ad una evidente preoccupazione. In particolare Franco Benedetti, del comitato Ambiente&Vita, ha spiegato che ci sono stati picchi di Pfas nell’acqua importanti e che «queste sostanze vengono trovate anche in pozzi più lontani dalla discarica di quello di Balconi, segno che l’inquinamento di sta espandendo». Giovanni Beghini, presidente della sezione veronese di Isde medici per l’ambiente, ha invitato le istituzioni a non smorzare i toni ed a dire chiaramente se ci sono situazioni che non vanno bene. «Anche se rispetta i limiti previsti dalla normativa regionale, in tutta onestà io sconsiglio alle donne incinte ed ai bambini di bere quest’acqua», ha affermato il medico. Ieri, intanto, Gianpaolo Bottacin, l’assessore regionale all’Ambiente, ha fornito ulteriori notizie in merito all’accordo di programma per la bonifica di Ca’ Filissine fra ministero dell’Ambiente, Regione e Comune. Si tratta di un intervento del valore di 66 milioni, di cui 1,5 messi a disposizione da Venezia ed oltre 64 dal Ministero, «che verrà attuato dalla spa regionale Veneto Acque, con il monitoraggio degli aspetti ambientali affidato ad Arpav». •

Luca Fiorin
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